TRACCIA DI LAVORO SULLE PRIORITÀ

per la città Metropolitana di Firenze

Firenze in questi anni ha progressivamente espulso chi lavora e si è progressivamente trasformata in “città della rendita”. La spirale è innescata: il lavoro si dequalifica, sta diventando povero e precario, tra crisi industriali, esternalizzazioni, terziarizzazione debole. Contemporaneamente la città si spopola, soprattutto di giovani, perché abitarvi è un lusso.

I valori della rendita invece crescono costantemente nel nostro territorio dando l’illusione che questa possa essere l’unica scappatoia, individuale e privata, a questa situazione di impoverimento generalizzato. La rendita, però, attira investimenti che non vanno più all’innovazione e alla manifattura ma spingono il fenomeno dell’overtourism; aumentano quindi i costi dell’abitare e aumenta la terziarizzazione debole del lavoro, un lavoro povero che non redistribuisce la ricchezza.

Questa dinamica si riflette in tutto il territorio metropolitano, perché sia la cintura che le periferie interne subiscono i processi di trasformazione e impoverimento dettati dal centro.

Si configura una città a cerchi concentrici di marginalizzazione, invece che una città polivalente e policentrica. Ma non solo, le periferie socialmente marginalizzate sono anche quelle esposte a maggiori rischi sul piano ambientale e agli effetti della crisi climatica.

Alla “Firenze città della rendita” noi vogliamo contrapporre “Firenze città del lavoro”. Significa una città vivibile per chi lavora, un lavoro dignitoso per poterci vivere e tenerla in vita. Da una parte, contro il lavoro povero e la precarietà e per un modello di sviluppo sostenibile e basato sui saperi. Dall’altra, per una città abitabile e senza barriere, che trovi risposte coerenti sulle scelte urbanistiche, sui temi della casa, dei trasporti e della coesione sociale.