Rsa e Sanità privata, sciopero e presidio regionale per il Contratto

Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata convenzionata accreditata aderenti al CCNL AIOP-ARIS sanità privata, insieme al personale aderente ai CCNL AIOP-ARIS RSA, oggi in sciopero su tutto il territorio nazionale, per denunciare una situazione ormai insostenibile
In Toscana, circa 10.000 operatori del comparto continuano ogni giorno a garantire un servizio essenziale, affiancando il Servizio Sanitario Regionale. Tuttavia, lo fanno senza un contratto collettivo rinnovato: il contratto Aiop-Aris per la sanità privata è scaduto da oltre sei anni, mentre quello Aiop-Aris-RSA da più di dodici anni.
Questa condizione non è più tollerabile. E lo hanno gridato forte questa mattina le lavoratrici e i lavoratori, al presidio regionale in Piazza Duomp a Firenze.
Hanno chiesto con forza alla Regione Toscana di assumere un’iniziativa concreta: subordinare il rilascio e il rinnovo degli accreditamenti alle strutture sanitarie private al rispetto dei contratti collettivi nazionali, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative (FP CGIL, CISL FP, UIL FPL), nonché al loro aggiornamento periodico. Solo un chiaro atto istituzionale può imprimere una svolta al confronto e garantire tutele certe per tutti gli operatori.
Uno sciopero per il futuro della sanità privata , ma anche per la tenuta di tutto il sistema socio sanitario.

Firmato: Fp Cgil Toscana

LA NOTA FP CGIL, CISL FP, UIL FPL TOSCANA

Oggi si è tenuto un nuovo sciopero nazionale contro i datori di lavoro delle associazioni AIOP e ARIS Sanità Privata e RSA. La protesta mira a sbloccare i contratti fermi da 7 anni nella sanità e da 13 anni nel sistema delle RSA.
Secondo le funzioni pubbliche di CGIL CISL UIL lo sciopero ha registrato un alto tasso di adesione anche alla luce del fatto che siamo in presenza di servizi essenziali, e qui, lo sciopero è fortemente limitato.
Dalla manifestazione tenutasi in Piazza Duomo, una delegazione sindacale unitaria è stata ascoltata dall’Assessore alla Sanità e da un Delegato della Presidenza della Regione, i quali si sono resi disponibili ad agire in favore dello sblocco della contrattazione. Sono circa 10.000 i cittadini Toscani con questi Contratti.
Durante l’incontro, le sigle sindacali hanno evidenziato la necessità di un intervento da parte di chi governa il sistema sociosanitario pubblico e privato. Secondo le sigle sindacali questi datori di lavoro, beneficiano di un mercato garantito e che, in questo momento, stanno ottenendo ulteriori entrate per abbattere le liste d’attesa in particolare in sanità. Inoltre tutti questi anni di blocco contrattuale hanno fatto si che il margine dell’imprese si allargasse, adesso è ora di rinnovare i Contratti.
I professionisti della sanità privata e delle RSA sono sottopagati, mentre i gestori applicano loro contratti separati e già di per sé poco dignitosi anche su alcune parti normative come il mancato pagamento dei primi tre giorni di malattia.
Sia l’Assessore che la Presidenza si sono impegnati su due fronti:
1. Portare la questione in Conferenza Stato-Regioni, pur consapevoli che, in questa fase, il Governo centrale non ha posto il sistema di finanziamento e regolamentazione del Welfare al centro della sua agenda politica.
2. Proseguire il lavoro per altro già in essere in Assessorato al fine di individuare i contratti di riferimento nella sanità privata. In questo modo verranno esclusi i contratti separati, e quelli non di settore.
La vertenza rimane di tipo nazionale e le Organizzazioni Sindacali ne sono consapevoli. Tuttavia, la questione di un giusto contratto va oltre gli schieramenti dei partiti, dal momento che riguarda tutti i lavoratori e tutti i cittadini che, in questi servizi, si aspettano di trovare qualità assistenziale e di servizio. La professionalità deve essere oggettivamente riconosciuta e pagata.

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