Vigilanza privata e servizi sicurezza, sciopero e presidio regionale a Firenze

Vigilanza privata e servizi di sicurezza, sciopero e presidio regionale a Firenze davanti alla Prefettura con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs, per chiedere la definizione del contratto integrativo toscano. “Urgono migliori condizioni di orario di lavoro, sicurezza sul lavoro e retribuzione economica, ponendo fine a decenni di mancato riconoscimento delle specificità e dei diritti”

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Le lavoratrici e i lavoratori della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza operanti in Toscana oggi hanno incrociato le braccia, nell’ambito di uno sciopero regionale proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana. Si sono fermato anche gli addetti ai servizi aeroportuali. Alta l’adesione all’agitazione.
Lo sciopero è stato indetto a seguito dell’incontro dello scorso 17 marzo tra sindacati e associazioni datoriali, le quali hanno rifiutato di avviare un confronto per la definizione di un contratto integrativo regionale, che avrebbe dovuto superare i vecchi contratti provinciali – scaduti da decenni – e che ancora oggi causano forti disparità di trattamento economico e normativo tra lavoratori di province diverse.
Dopo una prima azione di sciopero di due ore lo scorso 13 giugno, le organizzazioni sindacali sono tornate a mobilitarsi con una seconda iniziativa: oltre allo sciopero, si è svolto un presidio regionale a Firenze, sotto la Prefettura, in mattinata (una delegazione di sindacalisti è stata anche ricevuta e ascoltata in Prefettura).
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs hanno spiegato: “L’obiettivo di questa agitazione è rivendicare con forza la sottoscrizione di un contratto di secondo livello per tutte le guardie particolari giurate e gli addetti ai servizi di sicurezza operanti nella regione Toscana (si parla di circa 7.000 lavoratori e lavoratrici), per avere migliori condizioni di orario di lavoro, sicurezza sul lavoro, e condizioni economiche, ponendo fine a decenni di mancato riconoscimento delle specificità e dei diritti di lavoratrici e lavoratori di questo settore”

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