Sciopero Cgil per Gaza, oltre 20mila in piazza a Firenze

A Firenze oltre 20mila persone sono scese in piazza per Gaza in occasione dello sciopero generale Cgil in Toscana (esentati i settori dei servizi pubblici essenziali). Alta l’adesione allo sciopero.
Il corteo fiorentino, dove sono confluiti anche i territori di Prato e Pistoia, è partito da piazza Dalmazia per arrivare in piazza dell’Isolotto per i comizi finali. Durante il percorso, ci sono stati due flash mob (il primo, un die-in in via Mariti: i manifestanti si sono sdraiati a terra mentre dagli altoparlanti usciva il suono originale delle persone sotto le bombe a Gaza; nel secondo, al piazzale delle Cascine, sono state schierate le barchette di carta in sostegno della Global Sumud Flotilla), inoltre, è stato esposto uno striscione (con scritto “Stop accordi economici e militari con Israele subito”) su un ponte in zona piazza Puccini.
Tra i partecipanti al corteo, la sindaca Sara Funaro, l’imam Izzedin Elzir, Eugenio Giani, esponenti delle forze del centrosinistra, delle istituzioni e della società civile. Ha detto il segretario generale Cgil Firenze Bernardo Marasco: “Oggi il mondo del lavoro è con noi in piazza a Firenze per fermare la mattanza a Gaza. Lavoratori e lavoratrici non vogliono stare in silenzio davanti a questa tragedia e si sono mobilitati per dire no all’indifferenza. Firenze, città di diritti e solidarietà e pace, risponde ancora alla chiamata per fermare questa carneficina. Non ci fermeremo finché non si fermeranno”
Ha detto il segretario generale Cgil Toscana Rossano Rossi alla conclusione del corteo: “Abbiamo messo in campo il nostro strumento più potente, lo sciopero generale, perché quello che sta accadendo in questi mesi a Gaza, davanti ai nostri occhi, è qualcosa di inaccettabile e disumano. Bambini spezzati, donne massacrate, famiglie annientate o deportate. È la negazione stessa dell’umanità, della libertà e della giustizia sociale. A fronte di tutto questo, c’è l’inazione dei governi e delle istituzioni internazionali. Non sono state prese le misure necessarie su Israele per fermare le stragi e la voce del popolo palestinese oppresso resta senza ascolto. La CGIL Toscana non può accettare questa indifferenza. Come sindacato dei lavoratori e delle lavoratrici crediamo che la pace, la giustizia sociale e il lavoro siano indissolubilmente legati. Senza pace non c’è lavoro, senza giustizia sociale non c’è libertà, senza dignità non c’è democrazia. Siamo anche preoccupati dalla deriva bellicista che avanza in Europa e in Italia: si aumenta la spesa militare fino al 5% del PIL, mentre si tagliano sanità, scuola, trasporti e servizi essenziali. A pagare questo prezzo saranno ancora una volta i cittadini, i lavoratori, le famiglie già in difficoltà. Non ci rassegniamo a questa inerzia. Noi non ci stiamo. La CGIL Toscana alza la voce contro la guerra, contro l’indifferenza, contro i tagli che minano i diritti e il futuro. Perché un sindacato ha il dovere di dire con chiarezza: senza pace non c’è lavoro, e senza giustizia sociale non c’è futuro”.