A Firenze presidio-flash mob dell’Alleanza per l’Abitare

Stamani, davanti alla Prefettura di Firenze, si è tenuto il presidio-flash mob dell’Alleanza per l’Abitare per il diritto alla casa, presidio promosso per denunciare l’aggravarsi dell’emergenza abitativa, una vera e propria bomba sociale, e l’assenza di politiche efficaci a tutela delle famiglie. Durante il presidio sono stati esposti cartelli, sono intervenuti rappresentanti delle componenti dell’Alleanza ed è stata allestita dagli studenti una tenda, simbolo di una città in emergenza abitativa. Il presidio è stata l’occasione per ribadire con forza che il diritto alla casa è un diritto fondamentale: senza casa non c’è libertà.
Ha spiegato l’Alleanza per l’Abitare (una cui delegazione è stata ricevuta in Prefettura alla fine del presidio): “Da quattro anni il Governo non finanzia il Fondo Affitti, lasciando soli Comuni e cittadini in difficoltà. Le risorse previste per la morosità incolpevole per il 2026 ammontano appena a 10 milioni di euro, del tutto insufficienti ad affrontare la situazione. Chiediamo il riavvio di un vero Piano Casa, dopo anni di promesse prive di risultati concreti, e interventi immediati per regolamentare gli affitti brevi, la cui espansione incontrollata continua a sottrarre abitazioni al mercato a lungo termine, aggravando la crisi. Proposte come quella dell’istituzione dell’Autorità per l’Esecuzione degli Sfratti, avanzata dall’on. Marcheschi, risultano non solo inadeguate, ma anche dannose per chi vive condizioni di fragilità abitativa”.
Alleanza per l’Abitare a Firenze è composta da: Cgil, Cisl, Uil Firenze, Cospe, Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini, Oxfam Italia, Diaconia Valdese, Auser Abitare Solidale Laboratorio Casa, Progetto Arcobaleno, Associazione Ciao, Casae, Federconsumatori Toscana, Cat Società Cooperativa sociale, Associazione Tutori volontari MSNA Toscana, Caritas, Udu, G. di Vittorio Cooperativa sociale Onlus, Auser, Coop 21, Fondazione Giovanni Michelucci, Associazione Progetto Arcobaleno, Cooperativa Sociale Il Girasole
I DATI DEL SUNIA SULL’EMERGENZA ABITATIVA A FIRENZE
“A Firenze l’emergenza casa continua a crescere. Secondo gli ultimi dati del Sunia, negli ultimi due anni gli affitti calmierati e quelli destinati agli studenti sono in forte arretramento, mentre esplodono i contratti transitori e aumentano in modo significativo i prezzi al metro quadrato – ha detto il segretario generale di Sunia Firenze Fabio Seggiani -. Una dinamica che alimenta precarietà abitativa e contribuisce a mantenere alto il numero degli sfratti, in particolare quelli per morosità.
Fra il 2022 e il 2024 i contratti a canone concordato sono crollati da 2.474 a 1.668, con una riduzione di circa un terzo. In flessione anche le locazioni agevolate per gli studenti, scese da 3.165 a 2.850, così come i contratti ordinari di lungo periodo, passati da 6.118 a 5.689.
A crescere sono invece le locazioni transitorie: oltre 900 in più nell’arco di due anni, fino ad arrivare a 12.797. E il prezzo mensile al metro quadrato per questa formula ha subito un’impennata, da 15,61 a 20,34 euro.
Sul fronte degli sfratti la situazione resta pesante: il 70% è dovuto alla morosità e, nella maggior parte dei casi, a morosità incolpevole. Nel restante 30% si tratta invece di contratti per fine locazione, che consentono ai proprietari di spostare l’immobile sul mercato degli affitti brevi. Non mancano casi in cui il canone schizza all’improvviso da 800 a 1.200 euro al mese.
Nel 2023 sono stati eseguiti 627 sfratti, oltre un quarto delle 2.340 richieste. Un rapporto che, rispetto all’anno precedente, si è ulteriormente aggravato perché i contratti di locazione sono calati.
LE PAROLE DELLA CGIL
Durante il presidio, ha preso la parola Giancarla Casini di Cgil Firenze: “La crisi abitativa è alimentata da politiche che favoriscono la reddita immobiliare, e le misure di welfare per l’abitare sono insufficienti, anzi non esistono. Siamo dentro a una bomba sociale. Tante persone sono working poor, lavorano ma guadagnano troppo poco per garantirsi una residenza dignitosa. Il patrimonio dell’edilizia popolare è insufficiente. Siamo dentro a una bomba sociale. Oggi sindacati, associazioni di volontariato e del terzo settore hanno voluto far sentire la propria voce, forte e chiara, per ribadire con forza che non esiste un paese civile se non si ripristina il diritto alla casa. Perché agevolare gli sfratti, come si sente in questo momento, senza prima inserire alternative non è da paese civile. Non aiutare i propri cittadini togliendo il contributo affitti non è da paese civile. Non provare a regolare la rendita degli affitti brevi non è da paese civile. Non ci fermeremo con oggi, continueremo la nostra battaglia”