Giustizia: il 5 dicembre sciopero precari Pnrr. L’iniziativa Fp Cgil a Firenze

“Giustizia, un diritto da garantire. Per una giustizia certa, efficiente e indipendente”: a Firenze iniziativa Fp Cgil al Palazzo di Giustizia. Focus sui precari Pnrr (la Fp Cgil chiede la loro stabilizzazione) e sulla riforma del Governo (la Cgil la boccia)
La Fp Cgil Firenze ha organizzato oggi al Palazzo di Giustizia di Firenze l’iniziativa pubblica “Giustizia, un diritto da garantire. Per una giustizia certa, efficiente e indipendente”, un momento di confronto e approfondimento dedicato al tema del funzionamento del sistema giudiziario e dei diritti di chi vi lavora e vi si rivolge. Tre i focus la vertenza dei precari Pnrr della Giustizia, che hanno il contratto in scadenza nel 2026 e svolgono una funzione essenziale per gli uffici giudiziari (la Fp Cgil chiede la loro stabilizzazione), e la riforma della Giustizia che per la Cgil “colpisce l’indipendenza della magistratura, non incide in alcun modo sull’efficienza della giustizia e sulla riduzione dei tempi del processo”
IL PROGRAMMA
Dopo i saluti istituzionali di Isabella Mariani, Presidente della Corte di Appello di Firenze, l’iniziativa è stata coordinata da Alessio Branciamore, Segretario generale Fp Cgil Firenze, e introdotta da Maurizio Banci (Fp Cgil Firenze). Sono seguiti gli interventi di: Laura Boy, Associazione Dirigenti Giustizia – Tribunale di Firenze; Agnese Forliano, Funzionario UPP; Natalia Soggia, lavoratrice a tempo indeterminato.
A seguire, la giornalista Lisa Ciardi (La Nazione) ha coordinato una tavola rotonda con: Alessandro Ghelardini, Presidente Anm Toscana e Presidente di sezione del Tribunale di Firenze; Sergio Paparo, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Firenze; Federico Gianassi, Deputato, membro della II Commissione (Giustizia); Florindo Oliverio, Segretario Fp Cgil Nazionale.
L’iniziativa ha voluto promuovere un dibattito aperto tra istituzioni, magistratura, avvocatura e lavoratori della giustizia per riaffermare il principio costituzionale di un sistema giudiziario certo, efficiente e indipendente, a tutela dei diritti di tutti i cittadini e delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.
L’ALLARME DELLA CORTE D’APPELLO
Allarme Corte appello Firenze su stabilizzazione precari
‘Senza loro conferma, il 30 giugno chiudiamo bottega’
“Se il 30 giugno 2026 questi giovani, questi funzionari non vengono stabilizzati, lo diciamo in termini non aulici, chiudiamo bottega. Nel senso che è chiaro che il sistema della Corte d’appello va avanti perché metà dei funzionari di cancelleria, anche se part-time, sono funzionari a tempo determinato”. E’ l’allarme lanciato dalla presidente reggente della Corte di appello di Firenze Isabella Mariani a proposito della vertenza dei precari Pnrr della giustizia, il cui contratto è in scadenza nel giugno del prossimo anno, 12mila a livello nazionale.
Mariani è intervenuta all’iniziativa ‘Giustizia, un diritto da garantire. Per una giustizia certa, efficiente e indipendente’, organizzata dalla Fp Cgil Firenze. “Questi funzionari ci accompagnano ormai dal 2022 e speriamo che non ci abbandonino mai. I dati della Corte di appello”, ad oggi, “sono 41 funzionari all’Upp sezione civile, 46 se consideriamo la sezione lavoro e banca dati, 35 alla sezione penale e 11 ai servizi transfrontalieri”. Nel frattempo, però “abbiamo assistito a una emorragia, perché in molti hanno scelto lavori che magari piacevano loro meno ma erano più stabili”.
Secondo la presidente reggente della Corte di appello fiorentina, con la mancata riconferma, si darebbe “una bruttissima immagine del nostro Paese. Nella mia esperienza personale ho visto ragazzi molto impegnati, molto bravi, assolutamente disponibili a confrontarsi, a mettersi in discussione e imparare. Hanno sicuramente raggiunto degli obiettivi di tipo professionale e se il messaggio” che passa è “quello di ‘ragazzi, scusate, finora abbiamo scherzato’, non è un gran messaggio per le generazioni future”. (ANSA).
LO SCIOPERO
Manovra: personale giustizia, Fp Cgil ‘sciopero il 5 dicembre’
Scade contratto per 12mila. Manifestazione davanti al Senato
“Abbiamo deciso di proclamare per il prossimo 5 dicembre uno sciopero dei lavoratori della giustizia, precari e di ruolo, con manifestazione a Roma, nei pressi del Senato”. Lo ha annunciato oggi a Firenze Florindo Oliverio, segretario Fp Cgil nazionale. L’agitazione riguarda la scadenza del contratto dei 12mila lavoratori del comparto giustizia, addetti all’Ufficio per il processo, assunti da febbraio 2022 grazie ai finanziamenti del Pnrr. “Se il tema è che la giustizia per funzionare ha bisogno di questi lavoratori, probabilmente la prossima è l’ultima legge bilancio utile per dare una risposta”.
“Questi lavoratori – rivendica il segretario della Fp Cgil – hanno reso più esigibile e concreto”, quello che è “un principio fondamentale presente nell’articolo 111 della Carta Costituzionale, il diritto alla ragionevole durata del processo”. Con la loro mancata riconferma, aggiunge, “indeboliamo la capacità di poter rendere realmente ragionevole la durata del processo. E un cittadino valuta la giustizia per la bontà della decisione, ma anche per la tempestività dell’intervento”. Così, insiste Oliverio, “stiamo colpendo al cuore, al fondamento, quello che assieme alla sanità è il diritto per eccellenza di maggiore uguaglianza all’interno del nostro Paese. Sanità e giustizia vanno di pari passo. Sono i due fondamentali diritti che determinano la concretezza della seconda parte dell’articolo 3 della Costituzione”, “il principio di eguaglianza”. Quindi, chiosa, “se il governo ritiene” che la giustizia “sia una priorità, introduca investimenti coerenti”. All’iniziativa della Cgil, tra gli altri, ha partecipato anche il deputato del Pd Federico Gianassi, presidente del gruppo in Commissione Giustizia. “E’ una situazione complessa rispetto alla quale abbiamo a livello temporale una opportunità significativa, che dovremmo provare a cogliere, quella della legge di bilancio. Perciò – spiega – depositeremo venerdì gli emendamenti della Cgil sulla stabilizzazione degli addetti dell’Ufficio del processo. Il comparto della giustizia – sottolinea – è caratterizzato da una enorme precarietà. Si sapeva che quelle del Pnrr erano risorse temporanee”, adesso “è richiesto uno sforzo successivo da parte dello Stato”, altrimenti “ci sarà nuovamente una retrocessione”. (ANSA).