Università, presidio di protesta dei precari davanti al Rettorato di Firenze

Nell’ambito dello stato di agitazione permanente indetto dalle Assemblee Precarie Universitarie a livello nazionale, oggi 12 novembre, data di mobilitazione del personale precario in università, ci siamo trovati/e davanti al Rettorato dell’Università di Firenze per esprimere la nostra dignitosissima rabbia nei confronti della situazione catastrofica dell’Ateneo fiorentino (era presente anche la Flc Cgil).
Mentre si preannuncia un picco di investimenti nel settore della difesa nella prossima legge di bilancio, le Università a livello nazionale si preparano a espellere circa trentamila ricercatrici precarie, tra assegniste e ricercatrici a tempo determinato (RTDA). La situazione in Unifi è allineata con questa tendenza, anzi: rispetto alla media nazionale ha un numero maggiore di personale precario (45% contro il 37% nazionale) e ha indetto un numero minore di ricercatrici in corso di stabilizzazione (RTT). Questo dimostra come Unifi rappresenti un esempio avanzato della precarizzazione dell’università, in cui il lavoro di ricerca e di didattica pesa maggiormente sul personale precario, che tiene in piedi i progetti di ricerca e i corsi di laurea.
Le soluzioni proposte da Unifi vanno verso un sistema di proroghe, in numero insufficiente per assorbire tutto il personale RTDA, e con contratti peggiorativi. Per assegnisti/e e altre figure precarie l’unica prospettiva è l’espulsione. Senza alcuna visione si vanno a racimolare spiccioli di qua e di là per tamponare la situazione senza incidere sulla causa del problema.
Vogliamo:
– Blocco dei licenziamenti e delle espulsioni
– Piano straordinario di stabilizzazione con un reclutamente ciclico e il raddoppio del FFO Salari e contratti dignitosi
– Percorsi stabili e libertà di ricerca in un’università accessibile a tutte
– Fuoriuscita immediata dall’università degli enti che finanziano la guerra e il genocidio del popolo palestinese.