Moda, retromarcia Governo su scudo penale ai committenti. Cgil: “La lotta paga”

Ddl Pmi: Cgil, lo stralcio dello scudo per i committenti è una vittoria del sindacato e del buon senso

“Una vittoria del sindacato unitario dei tessili, della Cgil, ma soprattutto del buon senso”. Così Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, e Marco Falcinelli, segretario generale della Filctem Cgil, commentano l’annuncio alla Camera dei deputati, da parte della maggioranza di governo, dello stralcio degli articoli relativi alla certificazione e allo scudo per i committenti della moda rispetto al lavoro nero e allo sfruttamento lungo la filiera.

“Fin dall’inizio – aggiungono Landini e Falcinelli – avevamo evidenziato che la scelta di deresponsabilizzare i committenti fosse sbagliata e che, semmai, il tema era ed è quello di una maggiore qualificazione industriale, di sistemi preventivi e di modelli organizzativi e gestionali condivisi”.

“Come sindacato – concludono Landini e Falcinelli – siamo pronti a sederci attorno a un tavolo con le associazioni datoriali del settore per condividere strategie e strumenti a tutela del Made in Italy e delle tante aziende serie, contro ogni forma di sfruttamento e illegalità”.

Moda, il governo fa retromarcia sullo scudo penale ai committenti nelle filiere. Cgil Toscana, Firenze e Prato: “Le mobilitazioni hanno pagato”

Il Governo fa retromarcia sullo scudo penale per i committenti nelle filiere della moda.
La CGIL Toscana, di Firenze e di Prato esprimono “grande soddisfazione per questo risultato: le mobilitazioni con la categoria dei tessili e degli accessori moda, dal presidio di Firenze in via Tornabuoni di 4 settimane fa al convegno di ieri a Prato, hanno pagato e hanno contribuito a non indebolire la lotta allo sfruttamento lavorativo.
È una vittoria importante, che dimostra come l’impegno collettivo e la pressione dal basso possano incidere sulle scelte politiche. Per questo, oggi, possiamo dirci soddisfatti, pur sapendo che la battaglia per il lavoro dignitoso e per la legalità nelle filiere produttive deve continuare”.

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