Opera del Duomo e Santa Croce, presidio a Firenze per il rinnovo del Contratto

Opera del Duomo e Santa Croce, presidio e volantinaggio in piazza a Firenze di lavoratori e lavoratrici per il rinnovo del Contratto nazionale delle Fabbricerie. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl: “Occorre adeguare gli stipendi e garantire risposte a chi lavora, senza risposte le mobilitazioni proseguiranno”
Volantinaggio e presidio in piazza Duomo a Firenze stamani da parte di lavoratori e lavoratrici di Opera del Duomo e di Santa Croce, per chiedere il rinnovo del Contratto nazionale delle Fabbricerie (gli Enti che curano la gestione di beni i cui redditi sono destinati alla conservazione degli edifici sacri, nonché alle spese per l’esercizio del culto o per opere di carità), contratto scaduto da quasi due anni. All’Opera del Duomo ci sono circa 100 addetti, in Santa Croce una sessantina. Si tratta di operai e scalpellini, impiegati, addetti alle biglietterie e alla sorveglianza, tecnici.
Da mesi sindacati e Afi, l’Associazione Nazionale delle Fabbricerie, trattano sul rinnovo del Contratto nazionale ma senza trovare accordi “a causa dell’indisponibilità dell’associazione datoriale a compiere i necessari passi avanti”, hanno spiegato Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl. Aggiungendo: “Afi deve tornare al tavolo con una proposta economica rispondente alle aspettative di chi, ogni giorno, garantisce l’accesso e la tutela di opere che rappresentano un patrimonio dell’umanità. La proposta di incremento punta troppo sulla parte variabile e non è sufficiente: non tutela il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e non risponde alle richieste contenute nella piattaforma unitaria, sostenute in tutte le assemblee svolte a ottobre”. “Questo contratto – hanno precisato Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – deve recuperare anche parte dello scostamento registrato nel triennio precedente, come previsto dalla clausola contrattuale. Basta con risposte elusive e insufficienti: servono aumenti tabellari adeguati per tutelare realmente i salari e dare risposte concrete a chi lavora ogni giorno nelle Fabbricerie”.
E senza risposte, hanno concluso i sindacati, le mobilitazioni non si fermeranno.