Firenze, il segretario Cgil Marasco rilancia vertenza su abitare

Firenze, il segretario generale Cgil Bernardo Marasco rilancia la vertenza sull’abitare. “Costi insostenibili, lavoratori e studenti sono espulsi. Occorre agire su più fronti, per contrastare la crescita dei valori della rendita: maggiore patrimonio abitativo pubblico, regolamentazione affitti brevi, diritto allo studio, foresterie, Agenzia per la casa. Ci vuole una collaborazione tra tutti gli enti interessati per portare a casa questi obiettivi”
I costi dell’abitare e la rendita portano all’espulsione da Firenze della classe lavoratrice e degli studenti, e la città si impoverisce di saperi. È un processo complicatissimo da controllare. Ma deve essere contrastato.
Il primo tema da affrontare è quello dei costi dell’abitare, che è indispensabile anche per la qualità del sistema produttivo. Sul contributo affitti il Comune ha fatto un passo importante, anche perché il Governo ha fatto un passo indietro. Sulla vicenda dell’ERP sono state messe risorse importanti, ma ora bisogna capire qual è il numero reale di alloggi che rientreranno in disponibilità: è molto importante metterci soldi, ma bisogna che il sistema funzioni nel ritorno degli alloggi, e probabilmente servirà fare di più per massimizzare questo risultato.
Sull’edilizia residenziale sociale c’è molto da fare, ci attendiamo un vero e proprio piano complessivo da parte dell’amministrazione.
C’è poi il grande tema degli studenti. Assistiamo a un processo di espulsione di chi studia, che è parte integrante dell’impoverimento del sapere della città. Questo va contrastato anche attraverso la salvaguardia dell’Agenzia regionale per il diritto allo studio. Rischiamo, nel prossimo futuro, un problema serio di sostenibilità del diritto allo studio: non dobbiamo solo aumentare i posti per gli studenti, ma difendere quelli che già esistono. Non sono affatto convinto che tra qualche anno potremo dirci tranquilli su questo fronte. Serve una grande vertenza su questo tema. E serve una collaborazione tra tutti gli enti (Comune, Regione e Università) per portare a casa questi obiettivi.
C’è poi il tema delle cosiddette foresterie. Se i privati investono risorse, all’interno di un governo pubblico, deve esserci anche una redistribuzione. Non sono favorevole al modello in cui ognuno si costruisce le case per i propri lavoratori. Sono per un modello in cui si fa un investimento, ma poi si produce un bene comune che viene redistribuito ai lavoratori. Su questo, se si aprirà uno spazio, dovremo fare una discussione seria.
Un altro strumento fondamentale è l’Agenzia sociale per la casa, decisiva perché produce ulteriori risposte concrete.
Tutto questo deve andare insieme a una regolamentazione del sistema degli affitti brevi, che è un tema decisivo per provare a compensare gli effetti della rendita. Mi auguro che questo tema venga messo all’ordine del giorno, dando seguito coerente al lavoro che sta svolgendo il professor Celata.
Firmato: Bernardo Marasco, segretario generale Cgil Firenze