Mense scolastiche comunali, la Cgil Firenze: “Il pubblico faccia la sua parte”

Mense scolastiche comunali, Bernardo Marasco (segretario generale Cgil Firenze): “Uscire dalla logica degli appalti, il pubblico faccia la sua parte sul progetto che aveva come pilastri: stabilità lavorativa per centinaia di lavoratrici, sviluppo di una filiera corta di prossimità, valorizzare le filiere a km 0 attraverso un foodhub da ospitare in Mercafir”

Dopo la pandemia, a Firenze sono emersi due progetti (che si integravano fra loro) che provavano a dare un segnale sulla via della transizione green e di una economia di prossimità sostenibile. Il primo di questi progetti riguardava le mense scolastiche e il “volano” di sviluppo che potevano rappresentare i quasi 20000 pasti giornalieri dei nostri figli a scuola, nonché il ruolo che il Pubblico poteva svolgere nel governare questo processo. Il progetto prevedeva di introdurre valore sociale, in un settore così delicato in cui la logica dell’appalto risulta evidentemente inadeguata, attraverso alcuni obiettivi saldi: finalmente garantire stabilità lavorativa per centinaia di lavoratrici e un maggior numero di ore di servizio per contrastare l’inevitabile part time di questo tipo di lavori; qualificare il servizio mensa come momento legato alla didattica e non come mero “sporzionamento”; sviluppare una filiera corta di prossimità per alimentare aziende del territorio con prodotti biologici salutari per i nostri bambini e bambine, garantite anche contro il fenomeno del caporalato; valorizzare queste filiere a km 0 attraverso un foodhub da ospitare in Mercafir per contribuire a trasformare quell’area in un esperimento di rigenerazione urbana vocato alla economia di prossimità, alla transizione green e al rispetto dei diritti di chi lavora.
Questo progetto si abbinava, quindi, ad un altro che vedeva nell’area dell’attuale Mercafir una grande occasione di rigenerazione urbana vocata a combinare lo sviluppo con una idea di “ecologia integrale”. In quell’area si potevano (e si possono) prevedere, non solo una riqualificazione industriale che riduca le emissioni e le isole di calore rendendo contemporaneamente più agevole il lavoro delle maestranze, non solo una stretta per la piena applicazione dei contratti nazionali corretti ai lavoratori che là svolgono il loro lavoro, ma anche, oltre al foodhub sopracitato per la distribuzione delle filiere corte, magari anche scambi per una logistica green di ultimo miglio nell’ingresso in città, e soprattutto un parco che renda quell’area aperta alla città (oltre che molte altre cose che, aprendo un percorso partecipato, possono emergere coerentemente a questa vocazione complessiva).
Questi due progetti sono, a nostro avviso, due segnali importanti di controtendenza a quel processo di svuotamento di funzioni e omologazione urbana che abbiamo visto plasticamente durante il Covid e che oramai è per tutti una evidenza difficilmente confutabile. Certamente questi due progetti devono far parte di un disegno complessivo. Debbono essere portati avanti assieme al lavoro che il Comune sta facendo sugli appalti e a quanto è previsto nella sanità territoriale. Assieme ad una regolamentazione degli affitti brevi. Assieme ad un piano casa organico e imponente. Questi, a nostro parere, sono punti portanti che, congiuntamente alla qualificazione del sistema manifatturiero territoriale e alla tutela occupazionale dei settori industriali, possono dare corpo alle nuove esigenze della città.
In definitiva, quindi, sul progetto della qualificazione delle mense scolastiche e dell’uscita dal sistema degli appalti di questo servizio, il Comune si faccia pienamente carico di proporre la forma adeguata con cui dare corpo celermente e organicamente a questo progetto, realizzandolo in ognuno di questi suoi obiettivi di valore sociale originari, dimostrando che il ruolo di guida del pubblico in questa città è ancora all’altezza delle sfide che i cittadini gli richiedono.

Firmato: Bernardo Marasco segretario generale Cgil Firenze

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