“La cultura non può aspettare”, presidio lavoratori Maggio Musicale a Firenze

La cultura non può aspettare: a Firenze davanti alla Prefettura presidio delle lavoratrici e dei lavoratori della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino
Le lavoratrici e i lavoratori della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino, insieme alle RSU/RSA e alle Segreterie regionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e FIALS-CISAL, hanno svolto un presidio in via Cavour, davanti alla Prefettura di Firenze.
L’iniziativa sta all’interno di una mobilitazione nazionale e si svolge a seguito della perdurante assenza di risposte da parte del Governo su questioni centrali per il futuro delle Fondazioni lirico-sinfoniche e per la tutela del lavoro nel settore culturale.
Al centro della mobilitazione:
– Contratto nazionale bloccato
– Mancato confronto sulla riforma del Codice dello Spettacolo
– Blocco del turnover previsto dalla Legge di Bilancio 2025
– Percorsi formativi privi di reali sbocchi occupazionali
Le organizzazioni sindacali ribadiscono che difendere le Fondazioni significa difendere la cultura italiana e che la cultura non è un costo, ma un investimento strategico per il Paese. “La cultura è lavoro. Il lavoro è dignità. La dignità non può attendere”. Con il presidio si è chiesto un intervento immediato delle istituzioni affinché si riapra il confronto e si garantiscano prospettive certe alle lavoratrici e ai lavoratori del settore.
RSU-RSA Segreterie Regionali SLC-CGIL, FISTEl-CISL, UILCOM-UIL, FIALS-CISAL
COSI’ IN ANSA
Presidio lavoratori Fondazione Maggio su rinnovo contratto e turn-over
Protesta davanti a prefettura di Firenze ‘Governo svolga il suo ruolo istituzionale’
Rinnovo del contratto nazionale, blocco del turnover e nuovo codice dello spettacolo. Queste alcune delle ragioni della protesta dei lavoratori della Fondazione del Maggio musicale fiorentino che questo pomeriggio hanno organizzato un presidio davanti alla prefettura, come sta avvenendo anche in altre parti d’Italia, con alcune decine di partecipanti. “Abbiamo il contratto bloccato, dopo un rinnovo per il triennio che andava dal 2019 al 2021”, atteso da 20 anni, spiega Angelo Betti della Fistel Cisl. “Adesso siamo tornati ai tavoli per continuare l’iter sui rinnovi, ma si è ribloccato tutto – afferma Angelo Betti della Fistel-Cisl -. “In questa maniera ci stanno tagliando le gambe”.
Eppure, aggiunge Lorenzo Fuoco della Fials-Cisal, “il rapporto con questo ministero era partito con il migliore degli auspici perché c’è stata la copertura economica del primo rinnovo per il triennio 2019-2021, anche se non c’è stata la copertura adeguata a quelle che erano le aspettative, legittime dei lavoratori”. L’appuntamento era quindi per il triennio successivo, “ma le promesse fatte da questo governo sulla copertura economica al momento sono disattese”.
L’appello è al prefetto, sottolinea Claudio Fantoni, rappresentante della Slc Cgil, “affinché segnali al governo la nostra richiesta di svolgere il ruolo istituzionale a cui non può abdicare. Tra l’altro è il socio maggioritario in tutti i teatri”. Inoltre, spiega, “abbiamo un blocco del turnover che riguarderebbe la pubblica amministrazione su cui non è intervenuto per fare un emendamento, come invece era successo l’anno scorso e che rischia di bloccarci l’attività. Perché a noi se mancano alcune figure in pianta organica, non facciamo più gli spettacoli”.
Nicola Lisanti della Uilcom-Uil ricorda che “il governo si è assunto l’onere di una riforma del codice dello spettacolo dal vivo e quello che ad oggi noi conosciamo ci allarma in modo particolare, perché si si ridefiniscono regole e modalità che possono mettere in in difficoltà l’operatività delle Fondazioni”, tra cui la previsione “di un corpo di ballo nazionale”. E’ un tema su cui, conclude “ci vorrebbe una interlocuzione maggiore rispetto a quella avuta finora”. Al termine del presidio una delegazione è stata ricevuta in prefettura. (ANSA).