“No Kings”, il 28 marzo manifestazione a Roma contro “i re e le loro guerre”

Sabato 28 marzo sarà una giornata di mobilitazione mondiale convocata dalla rete americana No Kings contro la torsione autoritaria, l’attacco alla democrazia e al multilateralismo, e il caos globale, provocati dalla politica di Trump. Previste manifestazioni in varie città del mondo. La Cgil parteciperà.
Corteo a Roma dalle ore 14.00 con partenza da Piazza della Repubblica e arrivo in Piazza San Giovanni. Dalla Toscana la Cgil si sta mobilitando per recarsi a Roma con pullman, treni, mezzi privati: contatta la tua sede Cgil fiorentina più vicina e vieni con noi!
Partenze in pullman:
• 8:30 – Sesto Fiorentino, Parcheggio Metro
• 9:00 – Firenze, Ponte a Greve (Piazzale Coop)
• 9:00 – Firenze, Teatro Cartiere Carrara
Per prenotazioni: segreteria@firenze.tosc.cgil.it
Questa giornata viene ripresa dai movimenti per la pace, contro il riarmo e le politiche repressive che attraversano i continenti. In Italia il 28 marzo costituirà la convergenza delle campagne che hanno caratterizzato nell’autunno scorso le piazze contro le guerre, la corsa al riarmo e i decreti sicurezza del governo Meloni. La giornata rappresenterà anche la prosecuzione della grande mobilitazione internazionale della Global Sumud Flotilla per rompere l’embargo umanitario a Gaza, del movimento “Donna Vita Libertà” a sostegno delle rivolte pacifiche contro il regime degli ayatollah in Iran e delle reti di sostegno a richiedenti asilo e migranti.
La CGIL, coerentemente con l’impegno per la pace e le posizioni assunte contro le guerre e la politica di riarmo, a difesa della Costituzione e dei diritti umani universali, condizioni fondamentali per la tutela nel lavoro, nuove politiche industriali e per il contrasto alla precarietà, conferma la propria partecipazione alla giornata internazionale del 28 marzo.
Mai come oggi è fondamentale contrastare il disegno repressivo e autoritario che minaccia la libertà, la democrazia e i diritti delle persone, a partire dalle donne il cui corpo è troppo spesso usato come campo di battaglia.