“Firenze è antifascista”, la manifestazione a Rifredi

Corteo di protesta contro la sede di Futuro Nazionale a Firenze. Manifestazione con Cgil, Arci e Anpi nel quartiere partita da cantiere crollo via Mariti

Corteo antifascista nel pomeriggio a Firenze per ribadire contrarietà alla presenza in città di una sede del partito di Roberto Vannacci. La manifestazione è partita da via Mariti, dove c’è il cantiere in costruzione dell’Esselunga luogo in cui morirono cinque operai sul lavoro per un crollo. Alcune centinaia i partecipanti. Il corteo ha sfilato nel quartiere di Rifredi.
La manifestazione segue la mobilitazione del 28 marzo contro l’apertura della sede di Futuro Nazionale a Firenze, promossa dal comitato dei residenti Cittadini Tanucci. Il corteo ha previsto alcune soste, due in piazza Dalmazia e una in via del Romito più quella conclusiva in piazza Leopoldo, dove è arrivata lambendo piazza Tanucci, dove c’è proprio la sede di Futuro Nazionale.
I promotori hanno distribuito fischietti usati quando il corteo ha toccato piazza Tanucci. La manifestazione è stata organizzata da varie sigle, come Cittadini Tanucci piazza aperta, Anpi, Arci, Cospe, Cgil, Spi Cgil Q5. Era presente anche un enorme striscione con scritto “Firenze è antifascista e antirazzista”. “La manifestazione – ha sottolineato Bernardo Marasco, segretario generale della Cgil Firenze – è contro l’idea che si debba odiare per fare politica”. (ANSA).

LA DICHIARAZIONE INTEGRALE DI MARASCO

Bernardo Marasco (segretario generale Cgil Firenze):
“Siamo per la seconda volta in piazza, anche se con posizioni diverse, non contro una formazione, ma contro l’idea che si debba odiare per fare politica, che è la sostanza di quel messaggio. È un messaggio che Firenze rifiuta.
Firenze ha nel suo DNA il fatto che la convivenza civile si costruisce, che le soluzioni si trovano insieme. L’idea di costruire consenso indicando negli altri un problema e qualcuno da scacciare è sostanzialmente un elemento violento che la città, e soprattutto il quartiere che storicamente ha tradizioni di inclusione sociale, respinge. Perché l’idea di costruire odio non è un’idea su cui si costruisce una città.
Non temiamo che queste manifestazioni possano dare ulteriore visibilità. Queste mobilitazioni nascono dal quartiere in maniera spontanea: non sono contro qualcuno, ma danno il senso di cosa questa città sa ospitare e qual è il suo profilo. Firenze reagisce a un’idea di propaganda costruita sulle spalle di un diverso, di qualcuno che porta il peso del capro espiatorio.
Questa modalità di linguaggio violento nella politica non ci riguarda e non passa. La gente in piazza dimostra che Firenze risolve i problemi in un’altra maniera.
Il problema sta esattamente qui: non è una questione di dialettica democratica, ma del fatto che chi si organizza in questo modo costruisce una cultura che va a cercare le persone, con una violenza implicita nel messaggio che noi denunciamo. È ovvio che in una democrazia tutti possono esprimere il proprio parere, ma se il messaggio è contro qualcuno, la città dimostra nella sua civiltà che questo è inaccettabile.
Infine, sul piano simbolico: sembrerebbe che Futuro Nazionale, per la sua sede fiorentina, abbia scelto il simbolo sbagliato, utilizzando il David, oggi contestato anche dall’Accademia. Se il David, simbolo dell’umanesimo, viene usato da chi disumanizza le persone, allora è evidente l’inadeguatezza di quella scelta. È, anzi, un modo per disonorare Firenze.
Per questo facciamo bene a essere in piazza: per dire che Firenze è un’altra cosa.”

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