Sanità privata, la Fp Cgil Firenze lancia l’allarme per le condizioni di lavoro

Sanità privata: organici all’osso, ogni giorno si lavora con i numeri minimi assistenziali, forte limitazione del diritto di sciopero, lavoro “a chiamata” e uso di cooperative, stipendi fermi da anni. La Fp Cgil Firenze lancia l’allarme: “Condizioni di lavoro impossibili, qualità del servizio a rischio, così il sistema non regge”. Il 17 aprile sciopero nazionale a Roma, appello a controparti e Governo

Fp Cgil Firenze lancia l’allarme per chi lavora nel settore della Sanità Privata con contratti (Aris e Aiop) non rinnovati da 8 e 14 anni, per di più in condizioni di salute e sicurezza non più sostenibili.
L’attuale situazione mette a rischio la qualità del servizio offerto agli utenti. Su di loro si scarica infatti tutto il peso di un comparto in sofferenza e che comunque impiega oltre 300 mila lavoratrici e lavoratori in tutta Italia, di cui 3mila nella provincia fiorentina in decine di Case di Cura e Rsa.
Paradosso, la sanità privata è un settore in crescita e lo dimostrano i dati, nel 2023 il fatturato complessivo a livello nazionale ha toccato la cifra record di 12,02 miliardi di euro, segnando una crescita del 15,5% rispetto al 2019. Ma non cresce solo il fatturato, gli utili netti sono raddoppiati in un solo anno, raggiungendo i 449 milioni di euro.

LE CRITICITA’

L’aumento di fatturato e utili non si riflette tuttavia nelle migliori condizioni di chi ci lavora ma anzi si registra un progressivo peggioramento: sia per la progressiva erosione del potere di acquisto di stipendi fermi da troppi anni che a causa di organici sempre più ridotti all’osso, a cui è demandata per intero la tenuta assistenziale di un’utenza sempre più fragile. Negli ultimi 15 anni in molti reparti delle strutture di sanità privata fiorentina, dalle case di cura ai centri di riabilitazione per disabilità gravi, gli operatori si sono ridotti drasticamente, in vari casi anche della metà.
Come se non bastasse, per tutelare ulteriormente i margini di ricavo datoriale lavoratrici e lavoratori vengono spesso gestiti come lavoratori a chiamata: in caso di calo degli ingressi dei pazienti nelle strutture vengono lasciati a casa, dall’oggi al domani, a smaltire banche ore e ferie accumulati in picchi di esigenze di servizio.
In alcune strutture convenzionate si registra inoltre l’utilizzo di cooperative che forniscono personale necessario al rispetto del minutaggio assistenziale previsto dalle convenzioni con ASL e Regione: personale che lavora gomito a gomito con il personale dipendente, in una formulazione del rapporto di lavoro ancor più flessibile e quindi precario e mal pagato, delineando una situazione di intermediazione di manodopera non concessa dalla normativa del lavoro.
Questa drammatica situazione dell’organico presente nelle strutture sembra ulteriormente confermata dalle liste sui servizi minimi essenziali che vengono fatte uscire in caso di sciopero, da cui emerge chiaramente che ogni giorno si lavora con i numeri minimi assistenziali e che conseguentemente determina anche una forte limitazione dell’esercizio del diritto di sciopero, oltre ad un forte stress lavoro-correlato. Anzi, spesso il giorno dello sciopero gli operatori “precettati” in turno sono superiori a quelli di un qualsiasi altro giorno.
In molte strutture anche la gestione delle emergenze risulta inadeguata: uscite di emergenza rotte per mesi, mancanza di piani di lavoro, casi di malattie infettive non gestiti tempestivamente, mancata distribuzione dei DPI, eccetera. È necessario che gli organi di controllo facciano un’attività precisa e puntuale sulle condizioni di lavoro anche in termini di salute e sicurezza. Il tempo passa scaricando il rischio esclusivamente su chi ci lavora, giorno e notte.

LA RIVENDICAZIONE SINDACALE

Fp Cgil Firenze chiede alle controparti, ARIS e AIOP, di arrivare a un rinnovo contrattuale di fronte alle lavoratrici e lavoratori che chiedono condizioni di lavoro dignitose e salari all’altezza della professionalità, non a caso registriamo ogni giorno una vera fuga verso il pubblico o dall’estero, se non addirittura verso altre mansioni e aziende non sanitarie, determinando un impoverimento progressivo in termini di competenze di tutto il comparto e del Servizio reso alla collettività. Chiediamo al Governo di farsi parte attiva affinché si creino le condizioni per un rinnovo a partire dal vincolare i sistemi di accreditamento anche ai rinnovi contrattuali, incentivando un’attività precisa e puntuale sulle condizioni di lavoro da parte organi di controllo. Fp Cgil, insieme a CISL e UIL di categoria, ha proclamato uno sciopero nazionale della sanità privata il 17 aprile con una manifestazione in Piazza Santi Apostoli, dalle 9 alle 13, dove centinaia di ADB, OSS, infermieri, educatori, animatori, fisioterapisti, logopedisti, psicologi, amministrativi confluiranno per chiedere uno stipendio e condizioni di lavoro dignitose.

Firmato: Fp Cgil Firenze

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