E-bike irregolari e rider, Nidil Cgil Firenze: “Piattaforme tutelino sicurezza lavoratori”

E-bike irregolari e rider, Nidil Cgil Firenze: “Il ciclofattorino è l’anello debole di un sistema basato sul cottimo. Le piattaforme si assumano la responsabilità della sicurezza dei lavoratori”
In merito al recente intervento della Polizia Municipale di Firenze contro la vendita di e-bike irregolari, e alle successive dichiarazioni dell’assessore Andrea Giorgio, dobbiamo rimettere al centro del dibattito la reale radice del problema: le condizioni di lavoro nel settore del Food Delivery. Condividiamo le parole dell’assessore Giorgio quando afferma che non si possono colpire solo i lavoratori. Il rider è l’anello debole di una catena stringente. L’utilizzo di mezzi modificati o ‘truccati’ è la diretta conseguenza di un modello organizzativo che spinge i lavoratori a correre per poter sopravvivere. L’uso di e-bike alterate, che consentono velocità maggiori e coperture di distanze più lunghe, va letto all’interno del contesto normativo e retributivo adottato dalle multinazionali delle consegne: i lavoratori operano prevalentemente con collaborazioni occasionali o Partite IVA (ad oggi, solo Just Eat applica il CCNL Logistica con contratti di lavoro dipendente, prevalentemente part-time). Il guadagno medio per consegna si colloca tra i 2 e i 4 euro lordi. In questa cifra è incluso tutto: i tempi di attesa presso i ristoranti o per la manutenzione del mezzo. Se il tempo si allunga o i costi aumentano, il danno economico ricade interamente sul rider. Inoltre i percorsi suggeriti dalle applicazioni si rivelano spesso inadeguati rispetto alla viabilità urbana o al mezzo utilizzato, penalizzando il calcolo dei tempi e delle distanze, e riducendo di fatto il compenso reale. A questo scenario si aggiunge la forte presenza di lavoratori migranti, soggetti a una maggiore vulnerabilità sociale e linguistica, che spesso non sono consapevoli della non conformità tecnica del mezzo che acquistano.
Da quando è stata aperta Casa Rider, sono stati attivati corsi di formazione in collaborazione con FIAB focalizzati su salute, sicurezza, Codice della Strada e corretto utilizzo di mezzi idonei. Sono già in programma nuove giornate formativo-informative per continuare a sensibilizzare i rider, mettendoli in guardia anche dalle sanzioni amministrative in cui rischiano di incorrere acquistando veicoli modificati.
Ci vuole un cambio di passo che deve partire da una presa di responsabilità diretta da parte delle multinazionali del delivery, in particolare Glovo e Deliveroo. La sicurezza non sarà mai garantita finché esisterà un sistema di pagamento a consegna. È questo meccanismo che costringe i lavoratori a sfidare il tempo e il traffico. Le storture del sistema si superano solo eliminando il cottimo e prevedendo una riqualificazione del rapporto di lavoro. Se il rider fosse un lavoratore subordinato la piattaforma avrebbe l’onere di fornire gli strumenti di lavoro, compresa la bicicletta e se la remunerazione coprisse l’intero turno lavorato il rider non avrebbe bisogno di correre rischiando di incorrere in incidenti e cadute.
Le numerose sentenze della magistratura e la recente indagine della Procura di Milano – che ha portato al commissariamento di Glovo e Deliveroo – confermano le richieste che come Nidil Cgil facciamo da anni e dimostrano chiaramente che l’attuale modello di business non è più sostenibile né tollerabile. Senza questa inversione di rotta, il settore rimarrà intrappolato in una condizione cronica di povertà, insicurezza e contenziosi giuridici.
Firmato: Giulia Tagliaferri – Nidil Cgil Firenze