Firenze, stop affitti brevi anche fuori area Unesco. Cgil: “Atto importante”

Funaro, stop a nuovi affitti brevi anche fuori da area Unesco di Firenze
In quartieri non del centro storico come Campo di Marte, Gavinana, Libertà
“Abbiamo deciso di estendere le zone di Firenze”, anche fuori dall’area Unesco, “dove inserire nuovi blocchi a nuove aperture di affitti turistici brevi”. “Oggi abbiamo approvato la delibera in giunta e abbiamo chiesto al Consiglio comunale la procedura d’urgenza per avere tempi limitati”: tra le zone, fuori dal centro storico, ci sono “Campo di Marte, Gavinana, San Jacopino, Statuto e Rifredi, Libertà, Oberdan e Savonarola, Bronzino e Pier Vettori, Fonderia e Petrarca, Pignoncino e Paolo Uccello”. Lo ha reso noto la sindaca di Firenze Sara Funaro annunciando nuove limitazioni sulla base dei risultati della ricerca dell’Università La Sapienza di Roma.
Lo studio è stato presentato insieme al professore Filippo Celata e all’assessore al turismo Jacopo Vicini. “Uno studio che non è statico ma dinamico”, ha precisato la sindaca, alludendo al fatto che ci possono essere modifiche.
L’obiettivo, ha aggiunto, “è favorire la residenzialità e lavorare per avere dei limiti. Abbiamo utilizzato vari criteri”, tra questi “quello del numero di affitti brevi rispetto ai residenti della zona, in alcune zone sono cresciuti in maniera esponenziale, e anche del tasso di crescita. Ci sono alcune zone, come quella del Pignoncino o di San Frediano, dove il tasso di crescita ha superato addirittura il 90%. Non facciamo un lavoro solo per l’oggi. Nel momento in cui daremo nuove autorizzazioni, dopo la fine del periodo di moratoria della legge regionale che è di tre anni” e scadrà il 31 maggio 2028, sarà favorito “il piccolo proprietario. Il tema vero è come viene utilizzato l’appartamento: un conto è il famoso appartamento della nonna per avere un’integrazione al reddito, un altro è quando si usano” gli immobili “sotto forma imprenditoriale”.
“Siamo i primi – ha concluso – a livello italiano ad aver messo tale blocco nell’area Unesco. Siamo a maggior ragione i primi ad aver inserito la limitazione anche fuori dall’area Unesco. Sono convinta che questo possa fare da apripista. Non esiste una normativa a livello nazionale: ci stiamo basando su una legge regionale che ci permette di poter mettere in campo queste risposte”.
IL COMMENTO DELLA CGIL
La Cgil Firenze: “L’atto messo in campo dal Comune di Firenze è una decisone di primissima importanza. L’impianto regolatorio messo in campo dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con L’Università La Sapienza, è il primo caso di regolamentazione del fenomeno degli affitti brevi nel panorama nazionale e dimostra che è possibile intervenire per regolamentare questa attività con equilibrio e nella tutela della cittadinanza, come succede in moltissime città europee fortemente in trasformazione per i fenomeni di overturism globale.
Riteniamo importante che le nuove zone siano state individuate sulla base di uno studio puntuale, in riferimento agli indicatori che mostrano squilibri tra residenzialità e ricettività e su aree urbanistiche in cui gli stessi limiti possono intervenire in maniera omogenea su tutte le attività ricettive.
Segnaliamo la necessità di monitare costantemente le ulteriori zone critiche oltre a quelle già individuate e di non escludere nuovi interventi volti a prevenire un possibile effetto spillover.
Riteniamo necessario individuare ulteriori criteri che in prospettiva, una volta cessata la moratoria, possano consentire, attraverso il sistema di licenze, di orientare le scelte di contenimento e riduzione distinguendo tra i piccoli proprietari che integrano in questo modo il proprio reddito e chi invece possiede molti appartamenti svolgendo questa attività come attività economica.
Chiediamo infine di prevedere i necessari controlli per verificare il rispetto del Regolamento ai fini del mantenimento dell’autorizzazione, con particolare attenzione alle numerose irregolarità sul lavoro che nella nostra attività di tutela stiamo riscontrando. Noi continueremo a stimolare il Comune per proseguire in questa giusta direzione”