Istituti tecnici, sciopero Flc Cgil e presidio a Firenze. “No alla controriforma”

Istituti tecnici, oggi lo sciopero Flc Cgil (alta adesione) in protesta verso la controriforma del Governo, che vuole fare degli indirizzi tecnici i “nuovi percorsi di avviamento precoce al lavoro”. Presidio a Firenze davanti alla Prefettura, a cui è stato consegnato un documento sulle regioni della mobilitazione

Oggi sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori degli istituti tecnici, indetto dalla Flc Cgil. Nell’occasione, a Firenze si è svolto un presidio con circa 200 persone a cui hanno partecipato, oltre alla Flc Cgil, Cobas, Noi Scuola e Rete nazionale degli istituti tecnici (al termine del presidio, una delegazione di sindacalisti ha consegnato in prefettura un documento sulle ragioni della mobilitazione, documento scaricabile QUI).

Alta l’adesione allo sciopero, con disagi in ogni scuola del territorio fiorentino. Ad esempio: il Fermi-Da Vinci di Empoli è rimasto chiuso; il Balducci di Pontassieve ha visto chiusa circa metà struttura; alcuni plessi dell’Iti Leonardo da Vinci Firenze sono rimasti chiusi; è rimasto chiuso un plesso dell’Istituto Virgilio di Empoli; al Marco Polo di Firenze due terzi delle classi non sono entrate; al Salvemini Duca d’Aosta di Firenze le classi sono uscite prima e nel pomeriggio sono saltate le attività; al Galileo Galilei di Firenze ripercussioni su almeno il 25% delle classi.

Nel territorio della città metropolitana di Firenze sono presenti 22 istituti che contengano almeno un indirizzo tecnico, i quali ad esempio spaziano da Amministrazione Finanza e Marketing al Turistico, da Meccanica e Meccatronica a Elettronica ed Elettrotecnica, dal Sistema Moda all’Agrario, da Costruzioni Ambiente e Territorio a Grafica e comunicazione. Undici istituti sono all’interno del territorio comunale di Firenze, mentre gli altri 11 sono dislocati nelle altre zone del territorio metropolitano: 4 nell’empolese, 2 a Borgo San Lorenzo, e uno ciascuno nei comuni di Scandicci, Sesto F.no. Bagno a Ripoli, Pontassieve e Figline V.no.

LE RAGIONI DELLO SCIOPERO

La riforma si inserisce nel solco della politica del Ministro Valditara, orientata a rendere l’indirizzo tecnico e quello professionale più poveri da un punto di vista formativo e culturale, per farne una sorta di nuovi percorsi di avviamento precoce al lavoro.
In modo particolare la Flc Cgil ha messo sotto accusa la modifica dei quadri orari delle materie di base a vantaggio di una cosiddetta area di indirizzo flessibile, che vedrà le imprese del territorio sostituire i docenti.
Nelle intenzioni del Ministero infatti saranno tagliate le ore di Lettere, Matematica, Fisica, Scienze sperimentali, Lingue, Geografia, Storia dell’Arte e saranno sostituite da altre discipline, “suggerite” dai fabbisogni formativi delle imprese del territorio, generando così una sorta di “autonomia differenziata” dell’istruzione tecnica. Nel complesso verrebbero tagliate 561 ore di materie di base nel quinquennio, con immediate ripercussioni occupazionali sul personale docente e perdita di posti di lavoro, a danno soprattutto dei docenti precari.
Come ulteriore aspetto di criticità, tale riforma è stata emanata dopo la chiusura delle iscrizioni scolastiche e pertanto – contrariamente alle tante parole spese dal Ministro Valditara sull’importanza dell’Orientamento – gli studenti che si sono iscritti al primo anno degli istituti tecnici si troveranno a frequentare una scuola diversa da quella che è stata loro presentata solo pochi mesi fa.
Per tutti questi motivi, la Flc Cgil ha richiesto il blocco di questa riforma e il Ministero dell’Istruzione, nonostante le tante criticità rilevate, al momento non ha voluto fare un passo indietro. Da qui la mobilitazione della Flc Cgil, con l’obiettivo di fermare questa riforma.

Firmato: Flc Cgil Firenze

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