Montedomini Firenze, Cgil e Sunia: “Patrimonio abitativo pubblico abbia uso sociale”

Dichiarazione CGIL Firenze e Sunia Firenze sulla vicenda Montedomini:
“Al netto delle questioni ancora da chiarire sulla specifica vicenda, ribadiamo che, in linea generale, il patrimonio pubblico abitativo deve avere un utilizzo marcatamente sociale. Questa faccenda, in ogni caso, conferma ancora una volta ciò che la Cgil e il Sunia di Firenze sostengono da tempo: serve un vero piano casa complessivo, capace di definire quale modello di città vogliamo costruire.
Per farlo occorre partire da una mappatura completa del patrimonio abitativo pubblico, degli immobili pubblici inutilizzati o sottoutilizzati che possono essere recuperati e destinati all’edilizia pubblica popolare e sociale, ma anche una mappatura degli sfitti privati affinché possano essere reimmessi sul mercato, con canoni sostenibili, anche attraverso una vera e propria Agenzia sociale per la casa pubblica di respiro metropolitano e attraverso strumenti di premialità fiscale progressiva. Solo con questa organicità è possibile programmare interventi efficaci e coerenti, aumentare l’offerta di alloggi accessibili e rispondere concretamente all’enorme domanda abitativa. In questo quadro, anche il patrimonio abitativo di Asp Montedomini dovrebbe essere destinato ad edilizia sociale.
Firenze ha bisogno di un progetto complessivo sulla casa basato sull’incremento di alloggi a canone sostenibile, che privilegi le fasce di fragilità sociale e rompa definitivamente con la rendita. In questo quadro rientra il caso delle Quinte, fortunatamente ancora non concluso, che rischia di far perdere alla città ulteriore patrimonio a canone calmierato.
Per questo chiediamo all’amministrazione di accelerare sulla definizione di un Piano casa complessivo che dia una visione chiara e di lungo periodo per la città, ribadendo la necessità urgente di convocare, oltre che il Tavolo con il Comune di Firenze, anche il Tavolo metropolitano dell’abitare, dal momento che una problematica sistemica così articolata non può essere affrontata solo comune per comune”