Stato di agitazione del bar della Regione Toscana, solidarietà dalla Rsu

Sono in stato di agitazione i 12 lavoratori dei bar del centro direzionale della Regione Toscana di Novoli e della sede di via Taddeo Alderotti a Firenze. Hanno scritto al presidente della Regione Enrico Rossi e all’assessore regionale Vittorio Bugli e sono pronti a mobilitarsi. Nei due bar, in appalto al gruppo Serenissima Ristorazione dal 17 marzo di quest’anno, possono accedere solo i dipendenti della Regione. Se prima era un viavai di persone, da settembre non si vede quasi più nessuno. Il motivo? «Dopo i fatti che hanno riguardato la sede del Genio Civile di Massa, con provvedimenti di custodia cautelare, arresti domiciliari e sospensione dal lavoro per decine di dipendenti – scrivono le lavoratrici della Serenissima a Rossi – il numero di clienti che hanno frequentato nelle settimane successive i due bar è crollato, così come il fatturato». Una situazione che oggi non è cambiata. Dopo i fatti di Massa, infatti, un po’ per paura da parte dei dipendenti della Regione, un po’ perché effettivamente i dirigenti hanno aumentato i controlli sul personale, in tanti hanno rinunciato alla pausa caffè. Una pausa che, prima dei fatti di Massa, i dipendenti potevano fare quando volevano, senza rendere conto a nessuno. Da settembre scorso, invece, chi vuole andare al bar deve chiedere un permesso personale, con la pausa che così va a incidere sulle 36 ore annue destinate ad altre finalità, non certo a bere il caffè. Di qui il calo di presenze e la discesa verticale del giro d’affari. I lavoratori dei due bar interni alla Regione sono preoccupati. Temono licenziamenti o il trasferimento in altre sedi di lavoro o ancora la riduzione delle ore di lavoro o il ricorso alla solidarietà. «La Serenessima, il gruppo che gestisce i due bar e la mensa della Regione per i prossimi sei anni – spiega Maurizio Magi, della Filcams Cgil – strumentalizza questa situazione. Nel cambio di appalto, che risale a pochi mesi fa, non ha riconosciuto ai lavoratori né l’articolo 18, applicando invece contratti a tutele crescenti, né i tre integrativi provinciali, con una perdita per un full time di circa 90 euro sullo stipendio». La situazione dei due bar della Regione potrà tornare ai tempi d’oro? Probabilmente no. Dopo un confronto con la Rsu, divenuto, spiega l’ente locale, «più stringente dopo gli accadimenti di Massa», da sabato entrerà infatti in vigore per i suoi dipendenti la nuova, regolamentata, ‘pausa caffè’. In sostanza ogni lavoratore potrà fare una pausa di 15 minuti senza dover chiedere l’autorizzazione al proprio dirigente, ma timbrando l’uscita e l’entrata e fermo restando l’orario giornaliero che continuerà ad essere di 7 ore e 12 minuti. (fonte: La Nazione Firenze)

Stato di agitazione dei lavoratori del bar della Regione Toscana, piena solidarietà dalla Rsu

Per la breve pausa di ristoro durante l’orario di lavoro prevista da leggi e contratti costretti per mesi ad usare il monte permessi personali e familiari, ora l’Amministrazione ha individuato una soluzione che trova la RSU contraria
La stampa di questi giorni ha riportato le notizia dello stato di agitazione dei lavoratori che effettuano servizio presso il bar della Regione Toscana per la mancata corresponsione in busta paga di alcune voci previste dal CCNL di settore e dagli Accordi Integrativi Provinciali e della preoccupazione per il rischio licenziamento o riduzione oraria o trasferimento in altra sede a causa di una minore frequentazione dei clienti interni.
Questa RSU già più di un anno fa aveva avanzato una proposta per codificare in maniera più chiara il diritto ad una breve sospensione dell’attività lavorativa prevista per legge e regolamentata dalla necessità di breve ristoro per il recupero psico fisico della persona, diritto che è comune a tutto il mondo del lavoro.
L’Amministrazione, solo pochi giorni fa, ha deciso per la sua codifica secondo modalità che non hanno trovato il consenso di questa RSU e, cosa ancora più grave, avendo costretto per mesi i dipendenti ad utilizzare il monte ore dei permessi personali e familiari per poterne usufruire, cosa che ha sicuramente avuto un effetto fortemente negativo sull’attività dei servizi di ristoro interni.
Chiariamo inoltre che è del tutto falso che la generalità dei dipendenti della Regione Toscana abbia, in passato, usufruito di una breve pausa in modo inappropriato o illegittimo, ma anzi nella piena consapevolezza da parte di direttori e dirigenti che, per contratto, hanno la responsabilità ed il controllo del personale e della sua attività lavorativa.
Come già fatto con il comunicato sindacale del 10 settembre scorso, questa RSU esprime piena solidarietà ai lavoratori dei servizi di ristoro coinvolti nella difesa dei propri diritti e del proprio posto di lavoro ed il sostegno concreto affinché nessun orario venga ridotto e nessun posto perso.

RSU Regione Toscana

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