Cipriani Serramenti (Bagno a Ripoli), negata assemblea: protesta la Fillea Cgil

Cipriani Serramenti (Bagno a Ripoli, Firenze), l’azienda impedisce ai lavoratori di tenere una assemblea dentro la fabbrica. Protesta la Fillea Cgil: “Vorrà dire che la faremo in un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento; la situazione delle relazioni industriali e del rispetto dei diritti dei lavoratori peggiora di giorno in giorno”

La situazione alla Cipriani Serramenti (fabbrica di circa 40 addetti che produce porte e finestre da anni a Grassina nel Comune di Bagno a Ripoli) peggiora di giorno in giorno.
“Processi” ai lavoratori che rispettano il contratto di lavoro e le leggi, allontanamento illegittimo di un lavoratore, taglio di diritti e salario, interruzione del servizio mensa, previsione di smantellare bagni e docce. Tutto questo non bastava. La proprietà aziendale, composta dal dottor Cipriani e dal Gruppo 66 di Fernando Tassi (vero dominus della fabbrica e forse anche del territorio), rilancia e alza la posta, impedendo che i lavoratori possano riunirsi in assemblea dentro la fabbrica, come prevede lo Statuto dei lavoratori.
“La situazione delle relazioni industriali nella Cipriani Serramenti sta gravemente degenerando di giorno in giorno, a scapito della dignità di chi ci lavora. Usare le persone come fossero cose proprie, fare profitto riducendo i redditi e i diritti dei lavoratori non è imprenditoria capace, è imprenditoria rapace”, dice Marco Carletti, Segretario Generale della Fillea Cgil di Firenze, che continua: “Quello che accade alla Cipriani Serramenti sta succedendo in un territorio di elevatissima cultura sociale alle porte di Firenze, città emblema nazionale di luogo democratico, sociale e partecipativo. Ma l’azione della proprietà dell’azienda sembra svolgersi in un San Ferdinando o un Rosarno qualsiasi, laddove la dignità delle persone, la loro libertà e la coesione sociale sembrano orpelli gravosi. Noi come Fillea Cgil a questo imbarbarimento delle relazioni industriali e del tessuto sociale di questo territorio ci opporremo con ogni forza. Non ci fanno tenere una assemblea in fabbrica? Bene! Noi la faremo in presidio fuori dai cancelli della fabbrica, nei prossimi giorni, con tamburi, megafoni e bandiere, magari accompagnati dai cittadini. Potrebbe essere l’occasione per fornire anche all’amministrazione comunale l’occasione di capire meglio cosa succede nel suo territorio e quale involuzione si sta producendo”.

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