Sfruttamento del lavoro nell’Empolese, rabbia Cgil

La Camera del Lavoro Empolese Valdelsa esprime sdegno e rabbia dopo la pubblicazione delle intercettazioni che riguardano lo sfruttamento dei lavoratori stranieri nelle aziende calzaturiere a Empoli

Nessun rispetto delle regole e dei diritti umani: immigrazione e sfruttamento lavorativo di solito vanno di pari passo. Viviamo in un Paese in cui si tagliano i fondi per l’accoglienza e si usa il tema dell’immigrazione in maniera strumentale per fini politici. Le campagne di odio hanno raggiunto l’obiettivo di far vedere l’immigrato come il nemico o il problema delle proprie condizioni sociali. In un clima del genere, i lavoratori e le lavoratrici sono sempre più soli e deboli, diminuendo di fatto, la possibilità di denunciare il fenomeno. Questo, oltre a ledere i diritti fondamentali di uomini e donne, reca un danno non indifferente in termini di entrate economiche, rappresentando di fatto concorrenza sleale per le imprese “virtuose”.
E’ altrettanto vero però che il sistema di impresa ad oggi non ha attuato le politiche di controllo e verifica dei fornitori diretti o di prossimità, che di fatto potrebbe incidere sulla riduzione del fenomeno.
Il mancato rispetto dei diritti umani e delle più basilari regole del lavoro, rappresentano per noi una gravissima crepa nel tessuto democratico ed economico del nostro territorio e contrastano con i nostri principi.
La Camera del Lavoro Empolese Valdelsa, oltre a fornire quotidianamente assistenza sindacale, da anni porta avanti azioni politico sindacali a favore dei soggetti più vulnerabili e ricattabili, non ultimo il progetto di formazione per gli ospiti presenti nello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che cerca di dare le informazioni base su diritti e doveri dei lavoratori e delle lavoratrici.
La tutela degli ultimi e il contrasto allo sfruttamento lavorativo, restano per noi un impegno primario del nostro agire quotidiano.
Firmato: Cgil Empolese Valdelsa

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