Ospedale Serristori, la Cgil: “Ripristinare attività e servizi del pre Covid”

Ospedale Serristori (Figline Valdarno), la Cgil: “Ripristinare le attività e i servizi presenti nella fase pre Covid”

La tragica esperienza dell’epidemia ha riproposto la centralità dei servizi e dei Presidi Sanitari Territoriali.
Come Cgil abbiamo sempre sostenuto questa centralità del territorio nelle politiche per la salute e
su questo abbiamo sviluppato iniziative e confronti manifestato i nostri dissensi e sottoscritto accordi.
Proprio per tale motivo riguardo alla vicenda dell’Ospedale Serristori la Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze non può che rilanciare le richieste fatte dalla proprie categorie di rappresentanza sul territorio, FP e SPI.
Sul Serristori, che ancora oggi non ha trovato un’adeguata e coerente collocazione rispetto agli impegni sottoscritti nel patto territoriale che risale ormai all’anno 2013, troppi ritardi nella sua attuazione creano oggi una situazione non più giustificabile.
Chiediamo alla Regione Toscana – Asl TC insieme alle Amministrazioni Locali del territorio concretezza e chiarezza rispetto:
– ripristino immediato di tutte le attività e servizi presenti in fase pre Covid 19
– riapertura del Pronto Soccorso H 24 nella più totale sicurezza per lavoratori e cittadini
– tempi dell’effettiva conclusione dei lavori strutturali.
Questa per noi è la condizione per affrontare una riorganizzazione e rafforzamento dei servizi del territorio e definire la vocazione dell’Ospedale del Serristori.

Firmato: Cgil Firenze, Camera del lavoro Figline Valdarno e Spi Cgil Valdarno fiorentino

LA NOTA DELLA FP CGIL LOCALE DELL’11 GIUGNO
Serristori, FP CGIL: “Chiediamo l’immediata riapertura del Pronto soccorso h24 e la creazione di un’area per i pazienti in attesa di tampone”

“Dal momento della chiusura i lavoratori del Pronto soccorso sono stati costretti a continui sforamenti di orario per sopperire alle lacune organizzative di una Direzione sanitaria incapace di governare i flussi dell’utenza che ancora oggi si rivolge a questo servizio e di dare risposte e procedure trasparenti ai lavoratori che si trovano esposti in prima persona, costretti a rifiutare prestazioni sanitarie urgenti con potenziali rischi di errori clinici e denunce. Nessuno della Direzione sanitaria aziendale è stato capace di fornire istruzioni precise su come gestire i pazienti che si trovano nei locali del Pronto soccorso in attesa di inquadramento diagnostico, non è stata stilata una procedura scritta sulle modalità dei trasferimenti dei pazienti che alla chiusura rimangono a carico del servizio, per sollevare il personale sanitario da ogni tipo di responsabilità. L’unica soluzione praticabile è stata quella di costringere gli operatori del Pronto soccorso a trasferire i pazienti, e conseguentemente il problema, nel reparto di medicina presente nel Presidio”.
“La sola certezza che il nuovo pseudo modello organizzativo ha ottenuto è la creazione di un reparto “bolla”, nel quale ospitare pazienti sospetti covid, dentro il reparto di medicina, di fronte agli ambulatori di endoscopia, dove per altro transitano decine di pazienti ogni giorno. Una totale follia organizzativa che non tiene conto delle più elementari regole di prevenzione del virus e che potenzialmente rischia di diventare una vera bomba a orologeria per gli utenti e i lavoratori che prestano servizio in questo reparto. La FP CGIL ha chiesto l’immediato intervento del Sepp per verificare l’idoneità della collocazione dell’area covid, la corretta separazione dei percorsi sporchi e puliti e le misure di protezione individuale previste per il personale in servizio”.
“La nostra Organizzazione contesta radicalmente la decisione di collocare un’area di attesa dei pazienti potenzialmente Covid positivi all’interno di un reparto non Covid e di un ospedale che, come dichiarato dalla stessa Azienda, risulta e deve rimanere covid free. Per questi motivi la FP CGIL chiede l’immediata riapertura del servizio di Pronto soccorso h24, con la creazione di un’area all’interno dei locali dello stesso Pronto soccorso per i pazienti in attesa di tampone, come avviene attualmente in tutti gli altri servizi di urgenza aziendali. Servizio di Pronto soccorso che dovrà essere supportato da un turno di guardia medica anestesiologica e cardiologica attive sulle 24 ore, oltre che prevedere la reperibilità di un’equipe chirurgica in caso di richiesta di interventi urgenti e di una reperibilità medica radiologica, requisiti minimi essenziali per lavorare in condizioni di piena e completa sicurezza, al fine di garantire a tutti i cittadini che si rivolgono a questo storico Presidio gli stessi di livelli assistenziali offerti ai cittadini che vivono negli altri territori della USL Toscana Centro”.

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