Turismo, Filcams e Cgil Firenze: “No a modelli del passato”

Industria Turistica. Cgil e Filcams Cgil Firenze: lettera aperta alla politica e alle organizzazioni sociali e datoriali

“Tutti parlano di cambiamento,  ma il sospetto è che in segreto si speri, o peggio si operi per tornare esattamente a dove eravamo”.

Sono passati pochi giorni da quando centinaia di lavoratori e lavoratrici dell’industria turistica hanno protestato per chiedere dignità e diritti per chi lavora nel settore.
Nei giorni successivi il dibattito sul turismo è continuato ma di lavoro se ne continua a parlare troppo poco. Nessuno propone un quadro di insieme. E nessuno trae le conseguenze della proposta diffusa di un nuovo modello turistico. Egoismi e tentazioni di tornare allo stesso turismo degli ultimi anni, fatto di sfruttamento del territorio e del lavoro, sono ancora troppi.
Il turismo che stiamo vedendo in questi giorni (fatto di giovani e famiglie) è molto diverso da quello che abbiamo conosciuto, ma il sistema di imprese anziché cogliere l’occasione per capire come attrarre anche nuovi visitatori e rispondere così a nuovi possibili mercati in nuce, continuano a chiedere risorse pubbliche in attesa di tornare come prima.
Serve invece una politica industriale con strumenti adeguati ed opportuni, con una quantità di risorse importanti, per rilanciare il turismo. Questa politica industriale non può prescindere da una selezione delle risorse da dare alle imprese turistiche, poiché non si possono avvantaggiare coloro che hanno fatto delle esternalizzazioni, dell’abbassamento del costo del lavoro la base del suo agire. Servono politiche alternative che sostengano quelle imprese che hanno le lavorazioni dirette, che rispettano i contratti collettivi nazionali di lavoro, che non si avvalgono di cooperative spurie, di appalti dove si pagano le lavoratrici e lavoratori pochi euro, spesso con forme di cottimo di fatto.
Purtroppo ancora oggi non abbiamo sentito nessuno raccogliere la sfida per un lavoro turistico di qualità. Nessuno, tranne i sindacati, ha detto che serve chiudere con il lavoro a chiamata o con i contratti a tempo determinato, salvo quelli effettivamente necessari.
Tutti parlano di cambiamento, il sospetto è che in segreto si speri, o peggio si operi per tornare esattamente a dove eravamo.
Speriamo di sbagliare, ma serve che la politica, le amministrazioni locali, le rappresentanze datoriali, le associazioni lo dimostrino coi fatti, settembre da questo punto di vista sarà un mese decisivo.
Gianluca Lacoppola – CGIL Firenze
Maurizio Magi – Filcams CGIL Firenze

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