Lavoro, 2020 negativo per l’Empolese Valdelsa: il bilancio della Cgil

Il 2020 non è stato un buon anno per il mondo del lavoro. L’Empolese Valdelsa non fa eccezione, anche se ci sono alcune buone notizie. La CGIL ha fatto un sunto degli ultimi dodici mesi, contrassegnati dal Coronavirus, con un occhio al 2021. La pandemia è stata un problema non indifferente in Italia e in Toscana: nell’Empolese è andata a colpire soprattutto il manifatturiero. Ma vediamo i dati. Nell’Empolese si stima che in termini di strumenti di integrazione salariale si hanno circa 12mila accordi, ovvero domande e richieste (quindi anche le richieste reiterate più volte da una azienda). Per quanto concerne la diminuzione del reddito si ha un effetto negativo tra 20 e 22 milioni di euro. Nel calzaturiero e nelle confezioni ci sono circa cento lavoratori che non hanno più rapporto di lavoro perché nel 2020 cinque-sei aziende in campo moda hanno deciso di cessare la loro attività. I segnali non sono positivi perché molte di queste realtà aspettano marzo per “ristrutturare la propria azienda”. “Rischiamo di avere un grave depauperamento in questi settori, che a livello regionale hanno pagato di più in termini di mancate esportazioni. Inoltre siamo preoccupati perché a marzo terminerà il blocco dei licenziamenti così come gli strumenti di integrazione salariale. Si produrrà una specie di tempesta perfetta sulla tenuta del nostro sistema produttivo” ha detto Paolo Aglietti, responsabile CGIL Empolese Valdelsa. Il mondo dell’industria agroalimentare ha avuto rallentamenti nella prima ondata, ma anche nella seconda se si guarda il settore alberghiero e turistico. Stando alla CGIL questi ultimi hanno comunque subito una flessione minore rispetto al manifatturiero. La gomma plastica e il farmaceutico, invece, non hanno flessioni significative. È stato penalizzato il sistema dell’appalto pubblico, per esempio chi lavora in ambito scolastico: “Deve partire una riflessione curata del sistema pubblico. Vorremmo attivarla prima della scadenza dei grandi appalti”. “Abbiamo un disastro alle spalle, avvertiamo alcune preoccupazioni. Manca un supporto adeguato del pubblico ai lavoratori, chiediamo l’intervento della Regione Toscana con le procure e con Lavoro Sicuro anche su questa zona. C’è la preoccupazione che un pezzo delle nostre attività si inabissi nel lavoro grigio o in quello nero. Bisogna provare a difendere l’anello più debole della catena, i lavoratori e le lavoratrici” è l’allarme lanciato dai rappresentanti e dalle rappresentanti della Camera per il Lavoro di Empoli. Si sono visti pure elementi in controtendenza, definiti “da valorizzare”: si tratta del’investimento annunciato da Balenciaga a Cerreto Guidi, o di quelli di Zignago e Vetro Revet per riciclare e riusare il vetro. Tra le note positive anche la risoluzione della vicenda Vibac di Vinci, che ha tenuto per mesi l’Empolese Valdelsa col fiato sospeso e per cui CGIL pensa di recuperare a breve alcuni lavoratori rimasti fuori. Infine è citata anche l’acquisizione del fondo internazionale di Irplast, che parrebbe aver risolto alcuni problemi sollevatisi negli ultimi anni. Dalla CGIL hanno commentato: “Queste news indicano la strada. Nelle nostre aziende abbiamo bisogno di più innovazione, ci permetterà di rimanere sul mercato”.

(fonte: gonews.it)

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