Riduzione affitti commerciali, Cgil-Filcams Firenze: “Sanzioni a chi non sceglie premialità”

Riduzione canoni affitto alle attività commerciali, la Cgil e la Filcams Cgil di Firenze: “Apprezzabile il tentativo del Comune di assumere iniziative contro la rendita con uno schema premiante sulla cedolare secca, ma servono anche elementi sanzionatori per chi non ci sta”

Apprendiamo che ieri il Comune di Firenze si è fatto promotore presso il governo della richiesta di una norma per la riduzione dei canoni di affitto delle attività commerciali che si inserirebbe nel disegno di legge recante la delega al governo per la revisione del codice civile del luglio 2019 attualmente incardinato alla seconda commissione del Senato. Come abbiamo già avuto modo di dire è certamente apprezzabile il tentativo di assumere finalmente una qualche iniziativa di contrasto alla rendita in città che noi da sempre denunciamo. Si tratta tuttavia di un tentativo che non ci convince appieno perché in tema di rinegoziazioni dei canoni di affitto commerciali non abbiamo bisogno di sole forme di incentivazione, ma anche di elementi sanzionatori. Ecco perché questa proposta la riterremmo più equilibrata se, nello schema solo premiante della cedolare secca del 10% nei casi di riduzione del 50% del canone di affitto, si aggiungessero importanti imposte e tributi anche di tipo straordinario per i proprietari che non addivenissero alla riduzione. Elementi sanzionatori che, peraltro, sarebbe necessario fossero già esercitati anche dagli stessi Comuni nelle politiche urbanistiche di destinazione d’uso delle proprietà immobiliari.

Firmato: Gianluca Lacoppola (Cgil Firenze), Maurizio Magi (Filcams Cgil Firenze)

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