Linguaggio di genere, approvato Odg dal Direttivo Cgil Firenze

Ordine del giorno: Linguaggio di genere
(approvato dal Direttivo di Cgil Firenze il 18-6-2021)

Secondo la Convenzione di Istanbul (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica) ratificata dall’Italia con la Legge 77 del 2013, il linguaggio è promotore del cambiamento culturale necessario per il superamento di pregiudizi e stereotipi e rappresenta il primo passo per prevenire la violenza di genere.
Da tempo la CGIL ha assunto nel proprio Statuto, quale punto imprescindibile della democrazia sindacale, l’impegno di fare della CGIL un’organizzazione di donne e di uomini con pari dignità e opportunità.
Una volontà che si è espressa con una specifica delibera antidiscriminatoria a carattere vincolante per l’intera organizzazione, stabilendo che nessuno dei due sessi può essere rappresentato al di sotto del 40% o al di sopra del 60%.
All’art.1 dello Statuto, tra i principi costitutivi, è stata inoltre inserita recentemente la lotta contro ogni forma di discriminazione.
L’uso della lingua, quando non rispettoso delle differenze di genere, è una forma di discriminazione, tra le più diffuse e, allo stesso tempo, meno percepita come tale.
La lingua non è solo uno strumento di comunicazione attraverso il quale vengono trasmesse informazioni e idee: essa riflette nei suoi usi la società che la utilizza e, nello stesso tempo, influenza quest’ultima nel modo di pensare, di giudicare, di classificare la realtà; dietro forme ed espressioni linguistiche di uso comune spesso si nascondono pregiudizi sociali, culturali e sessuali che si trasmettono senza volerlo nel linguaggio.
La neutralità del linguaggio è una pura illusione: il maschile rappresenta soltanto una parzialità, non è l’unico soggetto attorno al quale ruota la società e il linguaggio deve cambiare di conseguenza per mantenere la sua funzione di rappresentazione di una realtà in continua mutazione.
La  CdLM di Firenze ribadisce la necessità di mettere in campo tutti gli interventi necessari a prevenire qualsiasi forma di discriminazione e impegna tutte le sue strutture a un rimarcato impegno per un uso corretto del linguaggio di genere tra le compagne e i compagni sia al nostro interno che nei luoghi di lavoro e tra le delegate e i delegati. Impegna inoltre alla diffusione di buone pratiche come evidenziato nel  lavoro stilato dal Coordinamento Donne della CdLM che nei prossimi giorni sarà inviato a tutte e a tutti.

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