Giga Cucine (Scandicci), arriva il piano salva azienda

Giga Cucine (Scandicci, Firenze), i lavoratori in assemblea approvano il piano di proposte salva azienda di Regione e sindacato. Campofiloni (Fiom Cgil): “Obiettivo difendere il sito produttivo e l’occupazione”

Ieri pomeriggio si è tenuta l’assemblea dei lavoratori Giga Grandi Cucine di Scandicci durante la quale Iuri Campofiloni della Fiom Cgil ha illustrato le proposte contenute nel piano redatto dalle istituzioni insieme alla Fiom per salvare l’attività ed insieme l’occupazione.
Il piano, approvato dai lavoratori col 95% dei voti a favore, sarà inviato oggi dalla Regione Toscana a Middleby Corporation, la multinazionale americana proprietaria di Giga.

Il testo si sviluppa in sei punti chiave:
– un’attività di scouting che veda Middleby incaricare a sue spese un advisor che lavori alla reindustrualizzazione di concerto con le istituzioni;
– una dote economica incentivante da riconoscere per ogni lavoratore che sarà reindustrializzato sul territorio e solo a fronte di investimenti in formazione o sul sito produttivo;
– l’utilizzo della cassa integrazione per cessazione di attività (con causale reindustrializzazione);
– la garanzia da parte di Middleby che l’attività lavorativa prosegua continuativamente e con volumi tali da non interrompere la produzione, per garantire l’accompagnamento alla transizione con un nuovo investitore;
– la possibilità di attivare, nei 12 mesi successivi alla fine della cassa integrazione e solo nel caso che non si riesca a conseguire alcun processo di reindustrilizzazione, un Piano di Continuità Occupazionale che incentivi economicamente la ricollocazione a tempo indeterminato dei lavoratori;
– l’accompagnamento alla pensione per i dipendenti che nei prossimi 36 mesi maturano i requisiti.

Per Iuri Campofiloni “siamo riusciti a presentare un piano condiviso come territorio, una soluzione alternativa alla chiusura e ai licenziamenti che vede perfettamente allineate le istituzioni, i lavoratori e il sindacato. Perché l’obiettivo per tutti non è dare soldi ai lavoratori ma salvaguardare un sito produttivo importante, favorire il passaggio ad un nuovo soggetto per dare continuità industriale ed occupazionale”. Il 23 novembre è già in programma l’incontro in Regione con

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