Servizi all’infanzia, stato di agitazione al Comune di Firenze

Servizi all’infanzia del Comune di Firenze, la Rsu proclama lo stato di agitazione. Le motivazioni: salari, aumento dei carichi di lavoro, carenza di sostituzioni, organizzazione. La Fp Cgil: “Urgono risposte e risorse”. Criticità anche nel privato e nei nidi gestiti da cooperative (“servizi graditi dalle famiglie, ma condizioni di lavoro peggiorate”), in arrivo iniziative di protesta

Servizi all’infanzia, la Rsu del Comune di Firenze ha proclamato ieri lo stato d’agitazione del personale, proprio mentre il sindaco Nardella sui social diceva di “Firenze prima città per servizi prima infanzia”. Le motivazioni della proclamazione dello stato di agitazione sono riconducibili all’interruzione dell’erogazione di un importante indennità senza garanzie su come verrà erogata in futuro (non è un problema di risorse, assicura il Comune), ma anche alle tante problematiche organizzative di cui la Rsu sollecita da tempo al Comune il confronto e la risoluzione senza avere risposta. Alcuni esempi: la carenza di sostituzioni di personale (educatori esecutori e insegnanti scuola infanzia), l’aumento dei carichi di lavoro amministrativo e di responsabilità che tolgono tempo al lavoro pedagogico e di cura, la mancanza di coordinatori pedagogici, l’incomprensibile organizzazione dell’orario di lavoro dei cuochi e la mancata valorizzazione della loro professionalità, la mancanza degli arredi esterni per la outdoor education e la carenza di strumentazione tecnologica nei nidi e nelle scuole.
“Ma il privato non sta certo meglio, nella scuola dell’infanzia comunale appaltata, proprio in questi giorni dopo una nostra assemblea sindacale, abbiamo inviato una richiesta urgente di incontro alle Cooperative e all’Assessore Funaro – dice Jacopo Geirola di Fp Cgil Firenze -. Assistiamo infatti ogni anno alla fuga delle insegnanti di cooperativa delle scuole comunali verso la precarietà della scuola statale rinunciando a un contratto a tempo indeterminato. Chiediamo al Comune le risorse per permettere alle lavoratrici di cooperativa le medesime condizioni retributive delle colleghe del comune con cui ogni giorno lavorano nelle scuole dell’infanzia comunali”.
Ma anche nei nidi comunali gestiti dalle cooperative la situazione per chi lavora non è migliore. “Abbiamo chiesto da tempo il corretto inquadramento contrattuale degli educatori (livello D2), ma le cooperative ci hanno risposto che le risorse che prevede il Comune negli appalti non sono sufficienti per il riconoscimento. Come non sono sufficienti per dare più ore al personale ausiliario che si ritrova con pesanti carichi di lavoro ulteriormente aumentati dalla pandemia”, aggiunge Geirola. Nonostante la pandemia i servizi all’infanzia continuano ad avere alto gradimento dalle famiglie fiorentine, come ha tenuto a ricordare l’assessore Funaro in una nota del 9 novembre scorso (“Le famiglie fiorentine promuovono i servizi educativi offerti nell’anno scolastico 2020/21, è la dimostrazione che il sistema educativo integrato pubblico-privato funziona”). Tuttavia, le condizioni retributive non sono migliorate (anzi peggiorate per i dipendenti del Comune) e i carichi di lavoro sono notevolmente aumentati. “Per questo la prossima settimana avvieremo una campagna di assemblee per decidere quale iniziative di protesta mettere in campo per migliorare le condizioni di lavoro delle tante lavoratrici e i tanti lavoratori dei servizi all’infanzia comunali, che continuano a dimostrare nonostante tutto una grandissima professionalità”, conclude Geirola.

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