Scuola in sciopero il 10 dicembre, manifestazione a Roma

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È stato proclamato per venerdì 10 dicembre lo sciopero del mondo della scuola da parte di Flc Cgil, Uil Scuola, Gilda e Snals. Allo sciopero, in forma separata, parteciperà anche Anief. La giornata di agitazione sindacale è stata decisa “per protesta contro l’immobilismo del Governo in materia di istruzione”. Pertanto, potrebbero essere a rischio le lezioni in presenza negli istituti di ogni ordine e grado. Il consiglio è quello di verificare le comunicazioni delle singole scuole, sul registro elettronico o sul sito internet ufficiale degli istituti per capire quanti docenti e personale Ata aderiranno. In programma anche una manifestazione nazionale a Roma: l’appuntamento è alle 10:30 a Piramide, il corteo proseguirà in direzione del Ministero dell’Istruzione a Viale Trastevere.
“Dopo due drammatici anni di pandemia è diventato chiaro a tutte e a tutti quanto la scuola sia indispensabile per il nostro presente e il nostro futuro, quanto essa sia importante nella vita di ogni giorno per le studentesse e gli studenti, quanto siano indispensabili tutte le diverse professionalità che operano in essa: per questo avevamo la ragionevole speranza che il Governo fosse pronto a dare un vero e tangibile segnale di attenzione alla Scuola Pubblica”, si legge all’inizio della lettera del Segretario generale Flc Cgil, Francesco Sinopoli, in cui vengono anche illustrati i motivi dello sciopero del 10 dicembre.
“Restano in un limbo insopportabile – continua nella missiva – i percorsi di stabilizzazione dei docenti, la riforma, sempre rinviata, del reclutamento, incentrata sulla formazione in ingresso; restano scoperte 27 mila cattedre di sostegno dal prossimo anno mentre gli specializzati del V e VI ciclo TFA sono fuori dai concorsi e dalle procedure di assunzione. Non si affronta l’emergenza mobilità, con oltre 80 mila insegnanti vittime del blocco triennale e i DSGA vincitori di concorso bloccati dal vincolo quinquennale sulle sedi di immissione in ruolo, tutti costretti a lavorare lontano da casa, anche quando i posti su cui potersi trasferire ci sono e vanno a supplenza. Manca una soluzione per i facenti funzioni Dsga da anni impegnati nella direzione amministrativa delle scuole. Si rinforza l’oppressione burocratica che soffoca la scuola italiana da 20 anni e che pesa sul lavoro di tutte e tutti e oggi aggravata da passweb e da tutte le altre incombenze che non avrebbero mai dovuto essere scaricate sulle scuole. Tutto ciò è inaccettabile. Ci rendiamo conto della fatica e spesso della sfiducia che ogni giorno vive chi è impegnato nella scuola, ma bisogna dare un segnale chiaro alla politica. Faccio appello alle RSU che dedicano una parte della loro vita quotidiana al difficile impegno della rappresentanza nei luoghi di lavoro, a tutte le iscritte e iscritti della FLC CGIL e a tutto il personale della scuola. Il tempo degli annunci ormai è scaduto; è giunto invece il tempo di un cambiamento reale, che restituisca alla scuola pubblica la centralità che merita, per il futuro del paese”.

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