Ex Gkn, siglato accordo per la continuità occupazionale

Ex Gkn di Campi Bisenzio (Firenze), oggi tavolo al Mise. De Palma- Calosi (Fiom) e Spera (Cgil): “Siglato un accordo quadro per la continuità occupazionale. Ora è fondamentale che i contenuti dell’ipotesi di intesa siano sottoposti a validazione democratica dei lavoratori con referendum”

“È stata raggiunta oggi un’ipotesi di accordo quadro sul percorso di reindustrializzazione dello stabilimento QF, (ex GKN) di Campi Bisenzio a Firenze. Un accordo reso possibile dopo mesi di lotta e di resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori e dopo la vittoria al Tribunale dì Firenze del ricorso ex articolo 28 presentato dalla Fiom dì Firenze. È grazie alla cura con cui le lavoratrici e i lavoratori hanno custodito lo stabilimento, che oggi possiamo ripartire garantendo la continuità occupazionale.
L’accordo quadro, in premessa, ricostruisce la vertenza attraverso le azioni che hanno determinato la situazione attuale, per poi definire il cronoprogramma per la riconversione industriale dello stabilimento. Viene definita operazione “ponte” la fase che consentirà di arrivare al piano di reindustrializzazione attraverso soggetti industriali individuati dal Dottor Borgomeo, che ha già rilevato il 100% delle quote di GKN in QF con la presa in carico del progetto.
Il cronoprogramma dovrà essere verificabile innanzitutto sulla tempistica, ci saranno momenti di verifica sia in sede nazionale presso il Ministero dello Sviluppo Economico, sia a livello territoriale e aziendale, con cadenza almeno mensile.
Le parti hanno concordato la garanzia della continuità occupazionale e contrattuale per tutti i lavoratori sia durante il periodo “ponte” che dopo con la reindustrializzazione, comprendendo anche i lavoratori degli appalti.
Saranno avviati percorsi di formazione che in una prima fase prevederanno un processo di mappatura delle competenze presenti in azienda al fine di evitare ulteriori perdite di professionalità.
Durante il periodo “ponte” saranno utilizzati gli ammortizzatori sociali atti a governare al meglio le difficoltà congiunturali di questa fase con lo strumento della cassa integrazione ordinaria e con la cassa cosiddetta di “transizione”. La gestione dell’ammortizzatore sociale prevederà anche accordi successivi per l’anticipo della cassa e l’equa rotazione dei lavoratori, la maturazione integrale dei ratei e di indennità integrative.
Le parti hanno anche stabilito che qualora al 30 agosto 2022, come previsto nel cronoprogramma, non dovesse concretizzarsi il progetto di riconversione industriale, sarà QF stessa a farsene carico anche con la partecipazione di equity di Invitalia e di altri investitori privati.
Per la Fiom e la Cgil è fondamentale che i contenuti dell’ipotesi di accordo siano sottoposti a validazione democratica dei lavoratori con referendum. L’ipotesi di accordo sarà valida solo se l’esito del referendum sarà positivo; se negativo sarà da considerarsi nulla sotto ogni effetto. Sull’ipotesi di accordo chiediamo un ruolo di controllo e garanzia del Mise e di Invitalia e la costituzione di un comitato di Proposta e Sorveglianza”.

Lo dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive, Daniele Calosi, segretario generale Fiom-Cgil Firenze, Prato e Pistoia e Silvia Spera, Area Politiche Industriali per la Cgil nazionale

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