Giga Cucine (Scandicci), accordo salvataggio dopo 80 ore di trattative

Cassa integrazione, reindustrializzazione, piena ricollocazione dei lavoratori: Giga Cucine (Scandicci), dopo 80 ore di trattative ieri in Regione tra azienda, istituzioni e sindacato è arrivato l’accordo, approvato dai dipendenti all’unanimità. La Fiom Cgil: “Risultato insperato fino a poco tempo fa, frutto della determinazione dei lavoratori e del sindacato”

Ieri, dopo oltre 80 ore di confronto al tavolo dell’Unità di crisi regionale, si è raggiunto l’accordo per la vertenza di Giga Grandi Cucine. L’intesa prevede la cassa integrazione (fino al 31 dicembre 2022) finalizzata alla reindustrializzazione del sito; il piano di salvataggio industriale e la piena ricollocazione dei lavoratori. Un risultato raggiunto, si legge nell’accordo stesso, “anche in considerazione delle richieste provenienti dalle istituzioni e dalle organizzazioni sindacali”. Un punto che Valerio Fabiani, consigliere per le crisi aziendali del presidente Giani, rivendica con passione nei ringraziamenti finali rivolti a tutti gli attori di un tavolo che, per comune ammissione, è stato lungo, faticoso e irto di difficoltà. In base all’accordo raggiunto Giga Grandi Cucine, in caso di cessione dell’azienda con la salvaguardia dell’occupazione attuale, elargirà a favore dell’acquirente una “dote per la reindustrializzazione” di 24mila euro per ogni lavoratore assorbito. La cassa integrazione straordinaria per cessazione sarà supportata dal programma di politiche attive della Regione, attraverso Arti e i centri per l’impiego.
Al tavolo che ieri ha chiuso l’accordo erano presenti per la presidenza della Regione il consigliere per le crisi aziendali, Valerio Fabiani e il il capo di gabinetto Paolo Tedeschi. Quindi l’agenzia regionale per l’impiego (A.R.T.I.); il Comune di Scandicci, con l’assessore Andrea Franceschi; la Società Giga Grandi Cucine srl in liquidazione; Confindustria Firenze; le organizzazioni sindacali Fiom Cgil e Cgil Firenze; le Rsu aziendali.

LA NOTA FIOM CGIL: I LAVORATORI APPROVANO L’ACCORDO  ALL’UNANIMITA’

I lavoratori della Giga Grandi Cucine di Scandicci si sono espressi oggi con il voto, sull’intesa validata ieri dalla Fiom, la Cgil, le Rsu aziendali, la Regione Toscana, il Comune di Scandicci, l’azienda e Confindustria Firenze. Erano presenti 31 dei 39 dipendenti totali, pari al 79,5% degli aventi diritto. L’ipotesi illustrata in assemblea è stata approvata all’unanimità. Un consenso totale per l’accordo, orientato alla ricollocazione di tutti i lavoratori e al mantenimento dell’attività produttiva nel sito e che prevede fino alla fine dell’anno l’attivazione della cassa integrazione finalizzata alla riconversione, supportata da un programma di politiche attive della Regione. Il testo, nato dalla proposta formulata al tavolo da parti sociali e istituzioni il 27 ottobre scorso per un “Piano di salvataggio industriale”, aveva già trovato l’interesse di cinque soggetti coi quali la Regione calendarizzerà incontri assieme al sindacato e al Comune, per valutarne l’affidabilità e la sostenibilità dei piani industriali. Per la prima volta non sarà necessario il coinvolgimento di alcun advisor perché sarà la Regione a tenere direttamente la regia delle attività di scouting e valutazione. In caso di cessione dell’azienda in costanza di rapporti di lavoro, Giga Grandi Cucine elargirà a favore dell’acquirente una “dote per la reindustrializzazione” di 24 mila euro per ogni lavoratore assorbito da utilizzare in riqualificazione del personale o in investimenti sull’attività mentre la Regione metterà a disposizione strumenti e incentivi per rilanciare lo stabilimento e per  il collocamento del personale. Sono previsti anche incentivi all’esodo per i lavoratori che raggiungeranno i requisiti pensionistici durante il periodo di NASPI. L’attività produttiva rimarrà in essere nelle more del liquidatore che continuerà a portare avanti le azioni propedeutiche alla liquidazione.

Per Iuri Campofiloni di Fiom Cgil “è stato un accordo faticosissimo, insperato fino a qualche settimana fa, frutto della determinazione della Fiom dei delegati e dei lavoratori e che oltre a determinare novità come l’advisor pubblico nell’ente regionale, àncora al territorio con incentivi importanti l’insediamento industriale e le professionalità. Questo ci permette di andare presto alla verifica dei 5 buyers che chiederemo di convocare quanto prima. Ringraziamo la Regione Toscana per l’impegno profuso durante tutti i mesi di trattativa serrata e i lavoratori per la determinazione dimostrata”.

LE PAROLE DI REGIONE E COMUNE

“L’impegno della Regione non verrà meno ora che abbiamo acquisito anche l’interesse di cinque potenziali acquirenti dell’azienda, che chiameremo subito per le prime valutazioni, coinvolgendo Comune e sindacato. Per noi la vertenza non è comunque chiusa fin quando non rientrano tutti a lavoro” dichiara Fabiani. La Regione mette a disposizione fin da subito anche competenze e risorse degli uffici di Invest in Tuscany, così da rendere disponibili tutti gli strumenti e gli incentivi possibili per la reindustrializzazione del sito ed il collocamento del personale in esso occupato.
“E’ una bella giornata per Scandicci, è stato raggiunto e approvato l’accordo a favore di 47 lavoratori e di 47 famiglie”, dice il sindaco Sandro Fallani, “è il risultato di un lavoro di squadra che ha visto l’impegno delle istituzioni, il ruolo propositivo della Fiom Cgil, il grande senso di responsabilità dei dipendenti che hanno seguito ogni passo della vertenza con dignità e senso di responsabilità”.
“Abbiamo ottenuto risultati concreti per i dipendenti, che danno le giuste prospettive anche per il futuro del sito produttivo – afferma l’assessore allo Sviluppo economico di Scandicci Andrea Franceschi – il patrimonio di professionalità rappresentato da questa azienda deve essere valorizzato grazie anche a un piano di nuova formazione per i dipendenti, fissato dall’accordo. Questa intesa vale oltre un milione di euro a tutela dei lavoratori, per il rilancio del sito e la sua reindustrializzazione, per i pensionamenti e la formazione”.

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