Pace in Ucraina, il 27 febbraio manifestazione a Firenze

Ucraina, Cgil-Cisl-Uil Firenze partecipano alla manifestazione per la pace domani in piazza Signoria alle 17

“È necessario fermare la guerra in Ucraina e far partire un vero processo di pace, attivando urgentemente tutti i canali della politica e della diplomazia. La mobilitazione della gente per la pace nelle piazze della Toscana e di tutta Italia deve essere ascoltata”: così Cgil, Cisl e Uil Firenze che parteciperanno alla manifestazione di domani in piazza Signoria alle 17 lanciata dal sindaco Nardella e invitano tutti a partecipare portando una bandiera arcobaleno della pace.

LE PAROLE DI LANDINI STAMANI A ROMA ALLA MANIFESTAZIONE CGIL-CISL-UIL

Il segretario generale della Cgil dal palco di piazza Santi Apostoli a Roma: bisogna fermare subito le ostilità e la diplomazia deve mettersi al lavoro. La questione dei profughi deve essere l’occasione per rivedere il trattato di Dublino e costruire un’Europa fondata sulla solidarietà
Siamo molto preoccupati: la guerra deve fermarsi immediatamente. Ma occorre anche “aprire una discussione in cui la diplomazia affronti i temi che hanno condotto a questa situazione”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, nel suo intervento dal palco durante la grande manifestazione romana a piazza Santi Apostoli “Contro la guerra per un’Europa di pace”.
Per Landini “considerare la guerra uno strumento normale di regolazione dei conflitti e dei rapporti tra Stati e popolazioni è ciò che l’Europa deve evitare”. “Da questo punto di vista – ha aggiunto – dobbiamo cogliere quello che c’è di positivo in mobilitazioni, come quella di quest’oggi, per consolidare i valori democratici attorno all’Europa affinché propositi diversi convergano verso un fine comune, di sostegno e solidarietà”.
Dire “pace” ovviamente non basta. Per il leader della Cgil “non possiamo non considerare i problemi non risolti: dal ruolo della Nato, alla questione delle minoranze e delle popolazioni non integrate, agli interessi delle singole nazioni”. Altra questione fondamentale è quella che riguarda la tragedia dei profughi: “Credo che non solo l’Italia ma tutta l’Europa dovrà prepararsi, anche perché i primi profughi arriveranno proprio nei paesi che li rifiutano. Penso che sarà l’occasione per rivedere il famoso regolamento di Dublino”.
“Quello che sta succedendo – ha sottolineato Landini – non lascia le cose come prima e se vogliamo sconfiggere la cultura della guerra, dobbiamo anche essere in grado di realizzare quelle modifiche capaci di costruire davvero un’Europa sociale”, un’Europa in cui non solo il problema dei profughi, ma quello più generale dell’integrazione diventi uno dei fondamenti per “politiche diverse da quelle realizzate finora”.

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