18 licenziamenti alla FieldCore (Firenze), protesta la Fiom

FieldCore (Firenze), procedura di 18 licenziamenti a causa di una diminuzione della domanda da parte dei committenti. La Fiom Cgil: “L’azienda non vuole ricorrere agli ammortizzatori sociali, è inaudito”. Appello alle istituzioni

Il 29 marzo abbiamo incontrato la FieldCore, un’azienda del gruppo General Electric con una filiale a Firenze (quasi 200 dipendenti) che opera come service su impianti energetici, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; la FieldCore ha aperto una procedura di 18 licenziamenti su Firenze a causa di una diminuzione della domanda da parte dei committenti su alcune attività. L’incontro si è concluso con un mancato accordo dal momento che l’azienda non ha voluto fare la richiesta per cassa integrazione, nonostante gli fosse stato consigliato anche dall’Unità Di Crisi della Regione Toscana e avesse ricevuto l’ok a procedere da parte del Ministero. Giovedì scorso si è svolta l’assemblea dei lavoratori, i quali non escludono possibili iniziative nei prossimi giorni. Durante tutti gli incontri con l’azienda abbiamo portato avanti la richiesta di riconversione, di ricollocazione all’interno o all’esterno dell’azienda, possibili percorsi di outplacement, richieste di incentivazione ai licenziamenti volontari, eccetera. In risposta, la Regione si è dichiarata disponibile ad erogare e finanziare percorsi di formazione professionale dei lavoratori, come anche da noi richiesto. Nonostante ciò, l’azienda si è rifiutata di aprire la procedura per l’ammortizzatore sociale che potesse prevedere anche le uscite volontarie, manifestando invece la volontà di procedere coi licenziamenti. Inaudito che un’azienda gestisca in questa maniera una crisi. Vogliamo lanciare un appello a tutto il territorio, Istituzioni comprese, affinché questi gravi atteggiamenti delle aziende vengano attenzionati e contrastati al fine di salvaguardare i livelli occupazionali.

Firmato: Fiom Cgil Firenze-Prato-Pistoia (riferimento Maurizio Garofano)

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