“Fare comunità”, nel Q5 a Firenze l’incontro con gli esercenti

Si è tenuto oggi il secondo incontro del percorso “Fare comunità” che coinvolge il Quartiere 5 di Firenze con l’obiettivo di informare e sensibilizzare i cittadini sui temi della violenza di genere e della ludopatia. Un’iniziativa organizzata e promossa da Cgil Firenze in collaborazione con Artemisia, Federsanità, Quartiere 5 e Rete di Solidarietà.
Il seminario “Comunità e negozi di vicinato”, che si è svolto all’Sms di Rifredi di Firenze in Via Vittorio Emanuele II 303, ha coinvolto direttamente cittadini, commercianti e associazioni della zona con l’intento di sensibilizzare su questioni che ancora oggi sono considerate di nicchia.
“Sono molto affezionata a questo progetto nato poco dopo la pandemia e che, ora come non mai, è necessario a risvegliare nelle persone un senso di comunità, permettendo di uscire da quella solitudine che i precedenti anni di Covid hanno portato con sé. È importante che le persone si sentano parte di un qualcosa” afferma Giancarla Casini della Segreteria Cgil Firenze.
I dati mostrano che negli ultimi anni la situazione si è ulteriormente deteriorata, circa 110 i miliardi spesi nel gioco d’azzardo in tutta Italia al 2021, con una leggera diminuzione solo durante il periodo Covid, impattante, invece, sui casi di violenza di genere e domestica che, proprio durante la pandemia, hanno conosciuto un incremento importante. “Nei primi anni di pandemia non ci chiamava nessuno, nessuna donna si rivolgeva per chiedere aiuto ad Artemisia o al nostro coordinamento donne Cgil e questo era un segnale preoccupante, significava che la situazione stava precipitando” continua Giancarla Casini.
Cgil, assieme a Cisl e Uil, ha firmato un protocollo di intesa con Federsanità riguardante l’organizzazione di corsi di prevenzione e sensibilizzazione all’interno delle aziende rispetto alle tematiche della violenza di genere e del gioco d’azzardo.
L’idea è quella di proseguire in questa direzione, cercando di portare cittadini ed esercenti del Quartiere a porre sempre più attenzione attorno alle tematiche in questione. È importante provare insieme a fare prevenzione, fare squadra per aiutare la comunità in quella che è considerata attualmente una pandemia, sì, ma una “Pandemia della solitudine e povertà” con conseguenze psicologiche disastrose.

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